BI24_2010/2020_ATEI E AGNOSTICI BIELLA. Larghi: “Investiti 30.000 euro per gli oratori. La Chiesa non prende già abbastanza soldi?”

_Cristiano Larghi (Unione Atei e Agnostici Razionalisti Biella)
La Chiesa Cattolica Romana, grazie sia ai Patti Lateranensi che a tantissime altre elargizioni, riceve dallo stato italiano circa 7 miliardi di euro l’anno, divisi tra insegnamento della religione cattolica a scuola (1,25 miliardi), per i cappellani cimiteriali, della polizia di stato e delle Forze Armate (78 milioni), per le scuole cattoliche (più di 2 miliardi), per l’editoria (31 milioni), per il canone TV (370.000 euro) eccetera, nonché moltissime esenzioni (ad esempio dal pagamento dell’Imu, stimata in circa 620 milioni o dal pagamento dell’Iva, stimata in 100 milioni).
La notizia che il comune di Biella anche per quest’anno donerà 30.000 euro a oratori e parrocchie ci lascia quindi sgomenti. Sgomenti sia per il fatto in sé (7 miliardi non bastano? Perché questi soldi non vengono distribuiti alle parrocchie dal Vaticano?), sia perché più di 50 milioni vengono già elargiti agli oratori da Stato e Regioni, sia perché uno stato laico non dovrebbe sovvenzionare solo una religione (non ci risulta che le altre quasi 1.000 religioni con fedeli in Italia ricevano altrettante sovvenzioni).
Dal punto di vista pratico ci pare inoltre miope continuare a sovvenzionare organizzazioni non statali “per le attività extrascolastiche realizzate nel periodo da settembre a giugno e quelle ludico ricreative (centri estivi) realizzate durante l’estate” (cit.): forse investire questi soldi per creare spazi per queste attività estive comunali non sarebbe meglio? E negli anni successivi ci sarebbe sicuramente un guadagno.
Affermare che “l’obiettivo è quello di riconoscere agli oratori la loro tradizione educativa nei confronti dei giovani” (cit.) da parte di un rappresentante dello stato laico non lascia adito ad interpretazioni: è per noi semplicemente una affermazione di parte che lede i diritti dei milioni di cittadini italiani non credenti o di un’altra religione.

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