BI24_2010/2020_IN FORMA CON DAVIDE. Street fighting: i disarmi esistono?

_Davide Moioli (Personal Trainer)
Non appena sentite parlare di disarmi dovreste già udire tantissimi campanelli d’allarme suonare “a stormo”. Un oggetto percussivo come un bastone teoricamente può essere disarmabile (se chi lo impugna è un Maestro, potete anche scordarvelo), ma per quanto riguarda le armi da fuoco e quelle da taglio (proprie o improprie che siano), partiamo da un semplice assunto: le prime sparano e le seconde tagliano e bucano. Personalmente, non mi sognerei mai di insegnare nulla su argomenti così complessi e dalle implicazioni infinite: mi limito a studiare nel mio piccolo ed a ragionare su elementari concetti di base.
Invece, soprattutto per quanto riguarda “il coltello”, se ne vedono veramente di tutti i colori, tra ragazzotti youtuber che insegnano fantascientifiche chiavi articolari ed influencer in abiti carnevaleschi che si rotolano per terra e si esibiscono in strani “balletti”. In verità, la principale caratteristica del coltello, non necessitando né di particolare forza né di ampie movimentazioni per poter arrecare danni, è proprio l’estrema velocità. Quindi i tipici attacchi che si vedono puntualmente nei corsi di autodifesa, in stile “bella addormentata nel bosco” che al termine di un affondo rimane “paralizzata”, non esistono nella realtà.
Se colui che recita la parte dell’aggressore rimane immobile con un simulacro di gomma o di legno in mano e il braccio teso, quasi a porgercelo, allora è certo che qualsiasi tipo di “disarmo” funzionerà: potrete applicare leve, giocare e divertirvi. Tanto, l’oggetto è finto e chi lo impugna resta fermo. Il problema è che poi, nella realtà, la lama è vera e l’aggressore non è collaborativo né tantomeno “dormiente”, ma al contrario mena fendenti alla velocità della luce. Pertanto, il disarmo del coltello a mani nude “non esiste” o, quantomeno, di sicuro non esiste mettendo le mani proprio nel raggio d’azione principale della lama. Questa è al contrario una cosa che…

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