BI24_2010/2020_IL CASO_Ros: “L’uomo col braccio di silicone, è una presa per il culo ai vaccinati, non a chi resiste al green pass…”

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Biella, Città creativa dell’Unesco, Capitale delle Alpi e Città Europea dello sport, negli ultimi tempi è balzata alle cronache nazionali per un tizio (anche bravo) che ha partecipato ad un ‘talent show’, per un paio di disegnini di un tal “Zerocalcare” (si scriverà così?) finiti in un cartone animato e, da ieri, per un “piciu” – scusate, ma non posso non usare questo termine, al massimo querelate, segnalate, sparlate… – che si è presentato in un centro vaccinale ‘indossando’ un braccio finto, con la speranza di ottenere il green pass senza farsi vaccinare.
Eh giù tutti a ridere, a ironizzare, a chiedere a gran voce di avere in cameretta il poster del tipo, che ovviamente si è fatto beccare ed è finito pure denunciato dai Carabinieri. Come da prassi, le risate più grasse, a guardare i “social”, sono state quelle dei vaccinati, perché Biella, Città creativa dell’Unesco, Capitale delle Alpi e Città Europea dello sport – il nulla dietro ai titoloni – quando c’è da non capire un cazzo, è sempre in prima linea, piccola, mediocre, pigra di testa, sterile. Scontata.
Il “piciu” ed il suo braccio finto, infatti, hanno più a che vedere con il popolino di pecore (biellesi ed italiane), che si stanno mettendo a novanta di fronte ad un governicchio di servi dell’Europa e delle case farmaceutiche che ci hanno trasformato in un paese di cavie rincoglionite, che con la dignitosa, onesta, ragionevole, pulita battaglia di coloro che, serenamente, aspettano con trepidanza il 6 dicembre, per poter continuare a fare quello che hanno fatto fino ad ora: non vaccinarsi, non avere il green pass, non farsi fare tamponi, ed andare in giro serenamente, da persone libere, consce che sia meglio potersi guardare allo specchio la sera, prima di andare a dormire, che poter entrare in un bar od in un ristorante, solo perché qualcuno ti dice che puoi farlo.

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