BI24_2010/2020_DALL’OSPEDALE. L’Asl ha attivato l’Ambulatorio Multidisciplinare di Alcologia: un nuovo servizio gratuito di assistenza

L’Asl Biella ha attivato l’Ambulatorio multidisciplinare di Alcologia (Ama), rivolto a pazienti con patologie legate al consumo di alcol. Al nuovo servizio gratuito di assistenza, gestito in collaborazione tra l’Ambulatorio di Epatologia e il Servizio per le Dipendenze patologiche di Biella, è possibile accedere esclusivamente su prenotazione, senza impegnativa medica né pagamento di ticket.
«L’obiettivo è di supportare gli utenti e le loro famiglie in un percorso terapeutico che comprenda la cura della patologia epatica e del disturbo legato all’uso problematico di alcol, nell’ottica di modificare lo stile di vita a rischio per la salute e migliorare la qualità di vita del soggetto preso in carico», spiegano i responsabili dell’Ama.
_ASSISTENZA MULTIDISCIPLINARE
L’Ambulatorio Multispecialistico Alcologico è inserito in un contesto multidisciplinare, basato sulla collaborazione fra l’Ambulatorio di Epatologia del responsabile dottor Paolo Scivetti, e l’équipe alcologica del Servizio per le Dipendenze patologiche, con la dottoressa Carmen Coppola referente aziendale per l’alcologia.
_COME PRENOTARE UN APPUNTAMENTO
Sarà possibile ottenere un appuntamento esclusivamente su prenotazione, telefonando al numero 015.15159170 il lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9 alle 12,30 e dalle ore 14 alle 15,30, specificando la richiesta di visita presso l’Ambulatorio Multidisciplinare di Alcologia. L’Ama si trova all’interno della Piastra A dell’Ospedale di Biella, nell’Ambulatorio di Epatologia.
_I NUMERI DELLE PROBLEMATICHE ALCOL-CORRELATE NEL BIELLESE
La diffusione e la gravità delle problematiche alcol-correlate richiedono di intercettare precocemente i comportamenti a rischio di abuso e di diffondere una sensibilizzazione verso il bere responsabile. Nel biellese, le persone con problemi alcol-correlati prese in carico dall’Asl Biella nel biennio 2018-2019 sono state 373, mentre in quello 2020-2021 (dati aggiornati allo scorso 15 ottobre) sono state 328, tenendo conto delle restrizioni dettate dall’emergenza Covid. In entrambi i casi l’80% dell’utenza è rappresentato da uomini, in particolare nella fascia d’età 50-59 anni.

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