BI24_2010/2020_IL CASO. Incubo in crociera per un biellese: ci sono positivi sulla nave e lui (negativo) finisce in quarantena…

Volete sapere come si fa a trasformare una crociera da sogno in una vacanza da incubo? Basta chiede a Roberto Golisano D’Aleo, il 40enne biellese che, partito mercoledì scorso per un viaggio in nave nel Mediterraneo di dodici giorni, da 48 ore è chiuso in una stanza, in quarantena, per aver mangiato al tavolo con una delle dieci persone positive scovate, grazie ai tamponi, tra i passeggeri…
“Proprio così – conferma subito Roberto – nonostante io sia regolarmente vaccinato e negativo, da domenica non posso uscire dalla camera che mi è stata assegnata. Sono riuscito a farmela cambiare, perché quella in cui ero aveva il bagno rotto e l’aria condizionata al massimo che non si poteva fermare, ma la sostanza non cambia: molto probabilmente, dovrò passare tutta la mia vacanza rinchiuso, dopo aver pagato per divertirmi”.
La vicenda del biellese, come detto, inizia mercoledì scorso da Genova, come una bella favola: la nave grande e moderna, la Spagna, le Canarie e Madera da visitare, tanta gente da conoscere… Divertimento e relax garantiti. E invece no: “Al momento dell’imbarco – prosegue Golisano – ho mostrato il mio green pass da vaccinato e mi è anche stato fatto il tampone, risultato negativo. Per tre giorni, è stato bellissimo, ma sabato, l’equipaggio ha deciso di fare un nuovo giro di tamponi e lì, è iniziato il dramma…”.
Dai nuovi controlli, infatti, è risultato che su circa 2000 passeggeri, una decina (quasi tutti portoghesi) sono risultati positivi al coronavirus. E che tra i positivi, c’era anche una donna insieme a cui Roberto aveva mangiato. “Come da protocolli, quella signora è stata subito sbarcata ed ospitata in un ‘hotel covid’ a Tenerife, mentre io sono stato messo in quarantena e mi è stato fatto un nuovo tampone, molecolare questa volta. Sto aspettando gli esiti, ma se ho capito bene, rischio di dover fare controlli tutti i giorni per il resto del viaggio…”.
E non solo: Roberto, oltre a vedersi la vacanza rovinata, se dovesse essere trovato positivo, rischia anche un… viaggetto finale mica da ridere: “Se dovesse essere così – conclude infatti – al ritorno a Genova dovrei raggiungere Biella in ambulanza! Alcuni altri italiani che si trovano sulla nave come me, hanno provato a contattare la Farnesina, ma hanno detto che… non è un problema loro. Io dico che se si parla di viaggiare protetti, bisognerebbe garantire veramente questa condizione: in un posto ristretto come una nave da crociera, bisognerebbe accettare soltanto vaccinati e fare i tamponi solo nel caso uno abbia la febbre e si senta male, perché se no, da questa situazione non se ne esce più”.

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