BI24_2010/2020_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Si sentono voci a favore del nucleare, perfino a Glasgow”

_Sandro Delmastro delle Vedove
Tra le tante sessioni della COP26, almeno una ha consentito ai relatori di presentare un’alternativa alle prospettive apocalittiche degli autoproclamati “protettori del clima”. Alla sessione intitolata “Il ruolo dell’energia nucleare in un futuro a zero emissioni nette”, ha preso la parola la presidente della World Nuclear Association, Sama Bilbao y León, che ha sottolineato che, dei 39 reattori che sono stati installati negli ultimi cinque anni, 30 sono in economie emergenti e che i grandi progetti di energia nucleare “sono stati in grado di catalizzare sviluppo economico in molti Paesi”.
Per il direttore generale dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica, Rafael Mariano Grossi, “il nucleare è ovunque”, e continuerà a crescere. Paesi come Turchia ed Egitto stanno costruendo le loro prime centrali, mentre altri, come Brasile, Argentina, Messico e alcuni Paesi dell’Europa orientale progettano di aumentarne il numero. Altri ancora, tra cui Ghana, Kenya e Uzbekistan, stanno considerando di aggiungere il nucleare al loro mix energetico. L’ambasciatore del Ghana in Austria, Philbert Johnson, ha detto che il suo Paese sta “facendo passi concreti” per adottare l’energia nucleare, in linea con i suoi obiettivi di sviluppo nazionale.
“L’energia nucleare garantirà un’energia affidabile e pulita a prezzi competitivi”, ha osservato. Parallelamente alla COP26, la Cina ha annunciato piani per costruire 150 nuove centrali nucleari entro il 2050 e l’argomento è stato all’ordine del giorno anche in numerosi incontri bilaterali che hanno avuto luogo a margine della conferenza. Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato una collaborazione in corso con diversi Stati per lo sviluppo dell’energia nucleare, tra cui Polonia, Romania e Kenya, mentre la russa Rosatom prevede di esportare centrali nucleari in diversi Paesi.

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