BI24_2010/2020_DAL CAPOLUOGO. Un gruppo di cittadini: “La crisi di Biella peggiora, lo dice anche la classifica pubblicata dal ‘Sole24Ore’…”

_Daniel Camatel, Sandro Delmastro Delle Vedove, Attilio Orcelletto, Paolo Girardi, Claudia Pieri, Giulio Frigerio
Gli abitanti di Biella e dintorni sono testimoni di un incessante peggioramento della situazione economica e sociale testimoniato anche dalla classifica di Legambiente e Ambiente Italia pubblicata da Il Sole 24 in cui Biella si posiziona al 34° posto scendendo di ben 25 posizioni rispetto allo scorso anno. Calo demografico, calo lavorativo, inefficienza dei trasporti, peggioramento della qualità dell’aria e peggioramento della qualità di vita come ovvia conseguenza. Tantissime imprese per riuscire a sopravvivere debbono cercare quotidianamente lavoro fuori città, il ché è molto limitante dal momento che si impiega almeno mezz’ora solo a raggiungere il casello autostradale. Tantissime famiglie hanno un figlio a Londra, a Malta o in Svizzera e in altre parti del mondo, “via dall’Italia e soprattutto via da Biella”.
Diciamocelo chiaramente la situazione è davvero molto preoccupante e forse riconoscerlo è già il primo passo. Tralasciamo come si è giunti in questa situazione, dai fasti del 1944, quando la Piaggio trasferì a Biella i propri stabilimenti e progettò il progenitore della “Vespa”, a quando il tessile era un’eccellenza mondiale. Tutti gli errori che si potevano fare si sono fatti sia da parte pubblica che industriale o forse è mancato sin dall’inizio uno sviluppo sostenibile. Particolarmente dannose sono state anche alcune autorizzazioni urbanistiche prive di ogni logica, come ad esempio il passaggio pedonale del supermercato Esselunga direttamente sulla strada Provinciale, il Centro commerciale Gli Orsi praticamente “irraggiungibile” a piedi per mancanza di accessi pedonali comodi, distributori e lavaggi auto alle porte delle città che sicuramente non accolgono come si dovrebbe chi entra in città. E ora che fare?
Si potrebbe iniziare dalla riorganizzazione urbanistica favorendo ad esempio sin da subito la conversione delle auto a motore termico con quello elettrico, predisponendo spazi dedicati alle colonnine per la ricarica delle auto. Sicuramente lo sviluppo del polo universitario sarebbe di cruciale importanza, investire sull’università arricchendola di molte altre facoltà produrrebbe come conseguenza l’immediato ripopolamento della città, si prenda ad esempio una città come Pavia. Riteniamo che chi non dovesse essere d’accordo con queste nostre proposte potrebbe semplicemente prendere spunto dalle centinaia di città italiane che, viceversa, funzionano come si deve. Copiare l’efficienza non è reato, muoversi senza un coordinamento o non far nulla è però peccato. A questo punto è urgente togliere la città “dalle secche” cui si è arenata prima che la città si spopoli ulteriormente.

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