BI24_2010/2020_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Energia nucleare: la realtà impone finalmente un cambiamento alla Germania?”

_Sandro Delmastro delle Vedove
L’aumento dei prezzi dell’energia – senza alcun miglioramento in vista – e la massiccia propaganda a favore del Green Deal hanno contribuito all’aumento dei pareri favorevoli al ritorno al nucleare in Germania. Alcuni media hanno offerto una piattaforma per loro, in particolare i principali tabloid Bild e Die Welt. La società demoscopica CIVEY ha condotto un sondaggio d’opinione dal 9 settembre al 25 ottobre chiedendo se “l’energia nucleare dovrebbe essere usata per raggiungere gli obiettivi di protezione del clima dell’UE”. In tutti i gruppi di età, il “sì” ha raggiunto il 50% o più, e il “no” meno del 40%. Ancora più interessante è che la più alta percentuale di sostegno al nucleare è venuta dai 18-29enni, al 57,7% per il “sì” e al 34,8% per il “no” (col 7,7% di indecisi). Anche nella categoria di età dai 40 ai 49 anni, solo il 39,5% è anti-nucleare, contro il 50,0% a favore.
Poi, il primo novembre, mentre i leader mondiali si riunivano a Glasgow, la versione stampata del tabloid Bild titolava a piena pagina: “Energia nucleare, sì per favore”, con una foto che mostrava un prato verde con cervi al pascolo di fronte a una centrale nucleare. L’articolo di accompagnamento sottolineava le critiche alla decisione della Germania di chiudere le centrali nucleari, definite “pulite”, e citava a tal proposito l’economista tedesco Hans-Werner Sinn e l’ex “top manager” Fritz Vahrenholt, una ex voce anti-nucleare che ha cambiato posizione, il quale afferma che per riempire il vuoto nella produzione di energia lasciato dalla prevista chiusura delle sei centrali nucleari rimanenti entro il 2022, “si dovrebbero costruire altre 15.000 turbine eoliche”.
Questa cifra è sottostimata. È stato fatto notare infatti che una sola centrale nucleare tedesca genera quasi tanta elettricità quanto le 6.000 turbine eoliche della Danimarca. Ciò implica la costruzione di almeno 35.000 turbine eoliche per sostituire il 12% che l’energia nucleare contribuisce ancora al mix energetico nazionale. Ad oggi, la Germania ha 30.000 turbine in totale. L’articolo sottolineava inoltre che l’elettricità di fonte nucleare costa meno di un terzo di quello delle rinnovabili (2,5 centesimi per kilowatt/ora contro 8-11,5 centesimi). Il mensile Cicero cita l’ex AD del gigante chimico BASF, Jürgen Hambrecht, che avverte che solo per rendere l’industria chimica tedesca a zero emissioni sarebbe necessaria tutta l’elettricità attualmente generata nel Paese.
In altre parole: nessuna delle “rinnovabili” funzionerà, perché la Germania vivrebbe sotto la costante minaccia di blackout eolico. La sconsideratezza dell'”agenda verde” di Berlino è un campanello d’allarme anche per la Svizzera. Il Neue Zuercher Zeitung del 23 ottobre ha invitato gli svizzeri a trarre sobrie conclusioni: dato che la maggioranza della popolazione ha votato contro la tassa sulla CO2 prevista dal governo e poiché un nuovo trattato con l’UE è stato respinto a causa delle norme verdi, gli svizzeri dovranno arrangiarsi da soli – il che significa considerare la costruzione di nuove centrali nucleari, perché l’eolico e il solare non basteranno.

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