BI24_2010/2020_DALLA REGIONE PIEMONTE/2. Dago, Lega: “Modifiche alla legge per la gestione e la promozione delle foreste: incentivo a chi tutela i boschi”

Mentre la scena internazionale con la Cop 26 di Glasgow uniti ha riportato al centro dell’attenzione la deforestazione, il Consiglio regionale del Piemonte modifica la Legge regionale 10 febbraio 2009 sulla gestione e promozione economica delle foreste.La Regione Piemonte – commenta il presidente leghista della commissione Ambiente di Palazzo Lascaris Angelo Dago – considera le foreste come bene di carattere ambientale, culturale, economico e paesaggistico di irrinunciabile valore collettivo da utilizzare e preservare a vantaggio delle generazioni future. Siamo consci di quanto il nostro ambiente, in prevalenza montano, sia caratteristica unica e garanzia di biodiversità: per questo siamo intervenuti su alcuni punti relativi alla gestione e promozione economica delle foreste”.
“Vogliamo incentivare chi si avvicina alla terra facendone il suo mestiere, i giovani che riscoprono agricoltura e allevamento, le aziende che già operano in questo senso – ha aggiunto il consigliere vercellese Dago – togliendo la compensazione di 15mila euro per ogni ettaro che era prevista in caso di interventi volti al recupero e alla trasformazione per fini produttivi e per l’esercizio dell’attività pastorale svolte da coltivatori e imprenditori agricoli in categorie forestali come castagneti, robinieti, boscaglie e arbusteti. Abbiamo inoltre eliminato la compensazione prevista laddove la trasformazione del bosco avvenga una sola volta nella medesima proprietà accorpata per superfici inferiori ai mille metri quadri. Boschi e foreste sono il polmone del mondo: per questo motivo dobbiamo ricordarci di agevolare nel quotidiano chi questa ricchezza la gestisce e la protegge con il suo lavoro. Proprio in questo senso il recupero delle aree boschive abbandonate sarà oggetto di una serie di interventi che con stiamo discutendo con gli assessorati competenti, con l’intento di implementare il nuovo Programma di Sviluppo Rurale”.

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