BI24_2010/2020_DAL COSSATESE. Cossato, Revello: “Bollette Seab: cittadini costretti a pagare, mentre Corradino e Moggio…”

_Stefano Revello (consigliere comunale Cossato)
Ancora una volta i nostri amministratori pubblici danno prova di quanto le loro comode poltrone siano distanti dai cittadini. In questi giorni molte famiglie, artigiani, commercianti, imprenditori di Cossato e di Biella stanno ricevendo l’intimazione a pagare bollette scadute da parte di Seab. Intendiamoci, Il recupero dei crediti passati è un atto dovuto, una cosa sacrosanta, va senz’altro fatta. Seab è nel corso di una procedura concorsuale, deve provare a recuperare i crediti che vanta nei confronti dell’utenza. Ma c’è modo e modo. Quello che non quadra, ma proprio per niente, è che la Società pubblica ha “delegato” il recupero di questi crediti a “specialisti” esterni che oltre a chiedere quanto dovuto, indipendentemente dalla cifra dovuta, richiedono l’aggravio delle spese legali con un minimo di 350 euro per ogni bolletta. Succede così che la famiglia o l’attività economica che non ha pagato 100 euro ora ne deve pagare 450. Dei quali 100, vanno a Seab (forse) e 350 alla società di recupero crediti.
L’enormità dell’aggravio di spese salta agli occhi. E se andiamo a verificare cosa fanno i gestori di qualsiasi altra utenza pubblica (luce, gas, acqua, ecc) non c’è modo di trovare analogo costoso trattamento a danno dei cittadini. Nessuno fa così. Non si fa così. Solo Seab e la cosa ci stupisce. Ci domandiamo quindi se sia una pratica corretta, ammessa dall’autorità di vigilanza sul settore (Arera) cui ci rivolgeremo per segnalare questo che riteniamo essere un modo sbagliato di rivolgersi alle famiglie e alle attività economiche inadempienti. Ci chiediamo se rispetta i diritti dei consumatori in materia. Ora, i crediti vantati da Seab nei confronti degli utenti di Cossato e di Biella per la famigerata Tarip voluta da Corradino e Moggio, ammontano a oltre 8 milioni di euro. Per anni Seab ha ci ha “dormito” su e non ha chiesto niente, anzi le bollette sono arrivate anche con 2 anni di ritardo o in alcuni casi non sono arrivate affatto. Anche i solleciti di pagamento mancano all’appello in moltissimi casi, Seab non li ha mai mandati.
Sono quindi evidenti le responsabilità e le inadempienze della società che con tutta evidenza ha male gestito (mala gestio) per anni la Tarip con gli utenti fino alla procedura fallimentare. Si svegliano ora e arrivano con pluriennale ritardo le intimazioni ai pagamenti con aggravi di spese legali senza che Seab abbia lamentato e sollecitato il pagamento delle bollette scadute agli utenti. Perché non lo ha fatto? Tutto appare molto strano, da verificare e segnalare alle autorità di vigilanza competenti, e soprattutto chiedere conto agli attuali amministratori delle azioni intraprese nei confronti di chi, avendone la responsabilità oggettiva non lo ha fatto per un così lungo periodo, cagionando un danno enorme alla società pubblica. Chi sono i “morosi”? Non si tratta dei “soliti”che non pagano, sappiamo che c’è uno zoccolo duro di non pagatori fisiologici che viene per legge previsto in tariffa.
Ed è per questo che tutti gli altri pagano in più anche per loro. La tariffa 2021 infatti è aumentata in modo “imbarazzante” proprio per far fronte ai “morosi cronici”. Qui stiamo parlando di percentuali di mancati pagamenti della Tarip di Cossato e di Biella vicini al 20% del ruolo complessivo, milioni di euro, ripetuti per tutti gli anni di applicazione della Tarip senza che si intervenisse da parte della società. Fatto grave. Vale a dire 1 utenza su 5. E’ un fenomeno di massa. Si tratta di crediti pregressi tra Cossato e Biella per oltre 8milioni di euro cui dovrà aggiungersi l’aggravio delle spese legali che intascherà la società di recupero (verosimilmente altri i milioni a favore della società recupero crediti?). Un vero e proprio imponente salasso che ricadrà su un tessuto sociale e produttivo già agonizzante proprio perché già pesantemente piegato dalla crisi e dalla pandemia. Il recupero doveva essere tentato certo, ma non in questo modo e con questo sovraccarico di spese legali per le utenze inadempienti.
In questo caos crescente è facilmente prevedibile che ci troveremo presto ad una esponenziale e ingestibile crescita di contenziosi con conseguenti notevoli ricadute economiche sulle famiglie e sulle attività economiche Biellesi. I sindaci di Cossato e di Biella, veri responsabili politici del disastroso percorso fallimentare di Seab, stanno zitti, nascosti dietro alla loro vergognosa piccola foglia di fico: “è la Seab che manda le ingiunzioni di pagamento non i Comuni”. I cittadini per loro inadempienza e totale disinteresse sono quindi lasciati al loro destino. Come è successo prima per Seab. E’ un atteggiamento politico indecente che li qualifica per quello che sono: politicamente irresponsabili, incapaci di assumere le responsabilità del ruolo e di rappresentare tutti i cittadini, anche quelli che per varie ragioni non sono riusciti a pagare le bollette dei rifiuti in passato e che non riusciranno ancora in futuro.
E’necessaria quindi una mobilitazione ampia, che coinvolga le rappresentanze sociali e di categoria, le associazioni di consumatori, istituzioni, di tutti coloro che pensano che invece del pugno di ferro, con i deboli e i poveracci ci voglia buon senso e senso della misura. Cose che all’evidenza dei fatti mancano oggettivamente. Una cosa è certa, questo straordinario pugno di ferro il Cda di Seab lo sta adottando con i cittadini, ma si guarda bene di adottarlo invece con quei Comuni soci (Cossato e Biella in testa) che per anni con la loro scelta di approvare piani finanziari incapienti della reale percentuale di insoluti hanno costretto la loro società a lavorare senza adeguata copertura dei costi reali del servizio.
Cose che loro stessi hanno scritto nero su bianco nell’istanza per l’ammissione al Concordato in continuità ma che sono rimaste “lettera morta”. Ci aspettiamo che il Presidente Rossetto dia seguito agli impegni assunti durante l’audizione in Consiglio Comunale a Cossato, e con il suo Cda riveda immediatamente le condizioni vessatorie del recupero credito iniziato nei confronti dei cittadini inadempienti, attenuando i costi legali del recupero e consentendo con piani personalizzati di rientro il pagamento delle somme dovute. E parta subito con la più efficace azione legale per il recupero del danno cagionato alla società da quei soci che hanno condotto Seab verso il fallimento. Ci appelliamo alla stampa locale affinché vigili, punti il faro e faccia chiarezza su quanto sta accadendo.

I commenti sono chiusi.