BI24_2010/2020_DAL CAPOLUOGO/2. Anche Ercoli ad Anguillara per il grande Bolsonaro, l’uomo che ha estradato l’infame Battisti

_Alessio Ercoli (consigliere Lega Biella)
Assieme a Bolsonaro c’erano centinaia di sostenitori, moltissimi brasiliani. Non è potuto andare in Comune per ragioni di sicurezza perché c’erano troppe persone ad attenderlo festanti, così è arrivato direttamente nella Villa Arca del Santo, dove la Pro Loco di Anguillara (gente simpaticissima e deliziosa, tra cui molti giovani) ha preparato un ottimo pranzo tipico. I giornalisti l’hanno seguito e trattenuto per ore, per poi riportare in larga parte assurde falsità, confermando quanto sia ridicola certa stampa.
La prova l’ho avuta in prima persona quando un inviato – sentendo che ero arrivato da Biella dopo 4 ore di auto – mi ha fotografato, intervistato, ha chiamato trepidante la redazione ma evidentemente ciò che avevo detto non poteva essere riportato, perché – nonostante la conferma di una imminente uscita – non ho visto pubblicato nulla. Si vede che bisogna mantenere una chiara narrativa di parte. Non bisogna far sapere che Bolsonaro ha investito 100 miliardi di dollari per contrastare il Covid e che il Brasile dispone di 335 milioni di dosi di vaccino, con circa 275 milioni di dosi somministrate. Come la si spiega poi l’accusa della commissione del Senato brasiliano? Attenzione, per ora non di un tribunale, quindi giuridicamente stiamo parlando di un processo politico…
Però tanti di quelli che si scandalizzano per la visita di un Capo di Stato del G20 accolto da Draghi e Mattarella, un presidente eletto democraticamente che guida la 7° economia al mondo, o che vorrebbero dare lezioni di democrazia, sono gli stessi che intendono dialogare con i talebani o hanno come idoli Lula e Maduro, il primo condannato per corruzione e il secondo accusato dall’ONU (non da senatori di opposizione) di crimini contro l’umanità. Coerentemente ieri c’erano anche loro, con le bandiere rosse, a insultare il leader che ha permesso l’estradizione e l’incarcerazione del terrorista comunista Cesare Battisti, ponendo fine ad anni di protezione della sinistra sudamericana.

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