BI24_2010/2020_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Porre fine all’ipocrisia della narrativa sui ‘diritti umani’ contro i talebani”

_Sandro Delmastro delle Vedove
Il quarto Forum annuale “Normandia per la pace”, tenutosi la scorsa settimana a Caen, nel nord-ovest della Francia, è un esempio di “un esercizio di lavaggio del cervello orwelliano” da parte dell’élite unionista europea, stando al rappresentante dello Schiller Institute che ha partecipato. L’evento è stato sponsorizzato da New York Times, Le Monde, Paris Match, Ouest France, Jeune Afrique, RFI e France24, con l’agenda ampiamente dominata da “Open Diplomacy”, un think tank francese creato dal Ministero degli Esteri per promuovere il “destino mondiale di un’Europa geopolitica”. Così, l’ambasciatore francese all’ONU Nicolas de Rivière ha insistito via video sull’importanza di promuovere “l’autonomia europea” e di impedire rapporti bilaterali diretti tra Cina, Russia, Iran e Paesi occidentali.
I 27 dibattiti in programma hanno affrontato questioni di governance globale, le sfide globali di fronte agli Stati Uniti di Joe Biden, il cambiamento climatico, la risoluzione dei conflitti nella maggior parte dei principali punti caldi, in particolare Yemen, Russia, Iran, Libano, Turchia e Libia, ecc. L’Afghanistan è stato oggetto di particolare attenzione. La linea di base dei relatori è stata che l’idea dei “talebani 4.0” sia solo un mito che questi terroristi starebbero cercando di “vendere” all’Occidente al fine di spuntare finanziamenti, rimanendo fermamente decisi ad applicare la sharia e a reprimere le donne. La pace non è solo improbabile, hanno sottinteso, ma “impossibile” e persino indesiderabile!
Molte lamentele sui diritti delle donne, la mancanza di democrazia e la prevista ricomparsa del terrorismo, ma molto poco è stato detto sull’abietto fallimento della politica occidentale nel migliorare la vita del popolo afgano. L’atmosfera è cambiata bruscamente quando Karel Vereycken, un collaboratore dell’Istituto Schiller francese, è intervenuto dal pubblico dicendo alle circa 800 persone stipate nella sala: “Temo che questo dibattito sia inquinato dal ‘pensiero di gruppo’ che sostiene che noi in Occidente ‘siamo i buoni’ e il resto del mondo sono i ‘cattivi'”. Questa visione, ha continuato, non è condivisa da Russia, Iran, Cina, Pakistan, India, Tagikistan e altri paesi vicini, i quali “pensano che sia nel loro interesse stabilizzare e sviluppare l’Afghanistan e creare un processo che guidi il Paese in una direzione positiva per tutti.
“In secondo luogo, voglio che ognuno di voi mi dica se condivide l’opinione dello Schiller Institute e di Medici senza Frontiere, secondo cui la Banca Nazionale Afgana dovrebbe essere immediatamente autorizzata ad utilizzare i depositi del popolo afghano che sono attualmente bloccati sui conti della Federal Reserve degli Stati Uniti. Anche la Banca Mondiale ha bloccato i finanziamenti, provocando così un disastro sanitario. Come risultato, il popolo dell’Afghanistan sta morendo di fame e di malattie, mentre voi state solo parlando di diritti umani e di democrazia”. I relatori hanno tentato di schivare la domanda e passare rapidamente alla persona successiva. Ma il pubblico è rimasto sbigottito dal loro rifiuto di rispondere a quella che era, dopo tutto, una domanda molto semplice. In seguito, diverse persone si sono avvicinate a Vereckyen per ringraziarlo di aver portato un po’ di realtà nel dibattito.

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