BI24_2010/2020_DAL CONSORZIO IRIS. Da 22 anni, lo “Spaf! È a fianco dei giovani biellesi. Ancora di più, durante la pandemia

In questo lungo periodo di pandemia con isolamento e distanziamento, aggravato anche a causa della dad, i giovani hanno sofferto moltissimo. Il servizio Spaf! del consorzio Iris, in collaborazione con Asl , attivo dal 1999, ha avuto un ruolo fondamentale per aiutare I giovani a prendere coscienza dei loro problemi, fornendo un aiuto concreto per reagire e trovare nuove motivazioni. Importante anche l’aiuto della Fondazione Falco nel 2020 e 2021 che ha finanziato attività innovative on line, ampliando ancora il numero dei ragazzi coinvolti
Si evidenzia- afferma Mariella Biollino presidente Iris – come gli accessi con motivazioni legate all’ansia e a disagio psicologico (sofferenza generalizzata, sintomi diversi e la riemersione di episodi traumatici) siano aumentati nel 2020 in relazione alla situazione di isolamento che gli adolescenti hanno vissuto nel contesto dell’emergenza sanitaria. In tale contesto importante il ruolo del servizio SPaf!, in collaborazione con Asl Biella che ha continuato a confrontarsi con I giovani dai 14 ai 25 anni attraverso tutti I canali possibili: Istagram, Facebook, telefonate ecc. La didattica a distanza e l’impossibilità di trovarsi con amici e compagni di classe ha reso I giovani molto più vulnerabili, inquieti e angosciati . La chiusura in casa a causa della dad e dell’isolamento ha accresciuto le situazioni di tensione familiare, i conflitti tra genitori e figli e le situazioni di tensione tra i genitori che ricadono sul benessere dei ragazzi e delle ragazze. Dall’autunno 2020 sono aumentati anche le situazioni di mancanza di motivazione legata allo studio, con rischi legati alla dispersione scolastica”.
“Sono già passati 22 anni – le fa eco il dottor Antonio Martinotti, uno dei più anziani membri dello staff – e non ce ne siamo accorti. Quando, nel 1999, abbiamo cominciato ad incontrare gli adolescenti del nostro territorio non avremmo mai pensato di ascoltare e di accompagnare nel loro percorso di crescita così tanti ragazzi. Ogni anno, da allora, un centinaio di essi bussa alla nostra porta. Qualcuno arriva da solo, consigliato da un amico o da un insegnante o perché ci ha scoperto su internet, altri arrivano in gruppo, per farsi forza a vicenda. Perché vengono a Spaf!, lo Spazio d’ascolto per adolescenti biellesi? Perché decidono di parlare di sé con noi, di condividere i loro crucci, le loro pene, le loro fragilità? Forse perché sperano o sanno che qui qualcuno li ascolta e si interessa davvero a loro. Hanno bisogno di trovare un luogo dove sia possibile un confronto senza giudizio, dove non venga detto loro cosa è giusto e cosa è sbagliato. Un luogo dove non esistono ricette preconfezionate su cosa si deve fare o cosa non va bene. Non va bene per chi, tra l’altro? L’adolescenza è innegabilmente un periodo difficile durante il quale si sa o si intuisce che stanno cambiando tante cose. Non si è più bambini e non si è ancora adulti e quindi ci si sente inadeguati, in attesa di un futuro, esposti ad ogni pericolo, nella condizione migliore per sbagliare. E spesso il sentimento prevalente è la vergogna di non riuscire ad essere all’altezza delle proprie e altrui aspettative, la paura di fallire. Chi lavora a Spaf! lo sa e sa che non servono consigli, ma serve un accompagnamento nell’accettare, senza arrendersi o deprimersi troppo, i fallimenti e le delusioni e, partendo da essi, capire come costruire un proprio progetto di vita, tollerando la fatica di crescere, di imparare a trovare risposte efficaci ai propri problemi giorno dopo giorno.
“Lo Spaf! – conclude Martinotti – è prevenzione. Prevenire significa anticipare, agire prima e impedire, quando è possibile, che si verifichi qualcosa di negativo o dannoso. Il tentativo messo in atti in questi vent’anni è stato, ed è, quello di contenere o favorire l’evitamento in adolescenza di fattori considerati di rischio (solitudine, depressione, uso di droghe e alcool) e di rafforzare contestualmente quei fattori capaci di determinare protezione. In altre parole prevenire il disagio, ascoltando gli adolescenti, confrontandosi con essi sulle loro difficoltà, aiutandoli, in modo professionale, ad accettare la responsabilità di trovare le strategie efficaci per una vita serena. Tentare di ridurre ciò che ostacola un percorso di crescita, come la bassa stima di sé o la scarsa capacità di costruire relazioni sociali sufficientemente soddisfacenti sia tra coetanei che con gli adulti e favorire un miglioramento della propria efficacia personale ed una piena assunzione di responsabilità.
Fino ad oggi lo Spaf! è rimasto fedele alla sua missione di contribuire a far sì che i ragazzi possano essere in grado di riorganizzare la speranza nei confronti del futuro, mai come oggi incerto, e a valorizzare le capacità e le competenze presenti in ognuno di loro ma spesso esauste o sottostimate. Spesso, durante questo lavoro, i genitori vengono coinvolti, aiutandoli a comprendere quanto sta accadendo al loro figlio e a comprendere quali sono i motivi affettivi, educativi e sociali che determinano il blocco della crescita dei propri figli. Quotidianamente la porta di Spaf! è aperta per tutti gli adolescenti biellesi che desiderano confrontarsi con gli psicologi e gli educatori che ci lavorano. Sono adolescenti isolati, a volte chiusi in casa. Altri trovano rifugio in internet. Alcuni di essi immaginano la morte come soluzione o decidono di ferire il loro corpo per trovare, a modo loro, gratificazione alle loro sofferenze? Altri ancora arrivano con le loro meravigliose pene d’amore o con le loro incertezze di genere. E così via… A tutti è garantito un ascolto, gratuito, e una restituzione dalla quale poter partire per provare, con noi, a trovare soluzioni efficaci ai problemi. Spaf! c’è da venti anni e saremmo felici di pensare che ci sarà sempre. Non sarà così se verrà a mancare la volontà o la possibilità delle istituzioni, tutte, di continuare a sostenere questa attività e di garantire una risposta ai disagi dei nostri adolescenti. La salute degli adolescenti riguarda tutti: genitori, insegnanti, educatori, sanitari, politici. Fino ad oggi la ASL di Biella e il Consorzio Intercomunale dei Servizi Socio Assistenziali di Biella- IRIS hanno garantito la continuità di questo lavoro. Forse oggi ciò non è più dato per scontato e, forse, è il momento di riflettere tutti insieme se e come garantire ancora ai nostri ragazzi un luogo dove abbiano la certezza di essere ascoltati e accompagnati nelle loro scelte di crescita”.

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