BI24_2010/2020_DALL’OSPEDALE/1. Le infermiere del Sant’Anna di Torino, a Biella per osservare da vicino il “nostro” Primary Nursing

In questi giorni una delegazione del reparto di Neonatologia dell’Ospedale Ostetrico Ginecologico Sant’Anna di Torino, formata da infermiere pediatriche e dal loro coordinatore, è stata ricevuta all’Ospedale dell’Asl di Biella per osservare da vicino l’applicazione del Primary Nursing. Si tratta di un modello di assistenza infermieristica che l’Asl biellese ha introdotto già nel 2012, una delle prime realtà in Italia, grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Il modello prevede la presa in carico del paziente da parte di un singolo infermiere, il quale diventa responsabile del percorso assistenziale dell’ammalato 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per tutta la durata della degenza. La rappresentanza torinese è stata accolta nella visita di studio dalla dottoressa Antonella Croso, Direttore della Struttura Complessa Direzione delle Professioni Sanitarie, dal dottor Francesco D’Aloia, Direttore della Direzione Sanitaria di Presidio, e dalla dottoressa Simona Milani, Responsabile assistenziale del Dipartimento Materno Infantile.
Il gruppo si è recato in Pediatria e Neonatologia per l’incontro con gli operatori dell’area pediatrica, dove la coordinatrice Anila Simaku e le infermiere hanno illustrato l’approccio al Primary Nursing in tale contesto. Il Direttore della Struttura Complessa Pediatria, dottor Paolo Manzoni, e la Responsabile della Neonatologia, Anna Perona, hanno quindi salutato la delegazione del Sant’Anna. Nel corso degli anni sono state diverse le rappresentanze ospitate dall’Ospedale biellese in merito al Primary Nursing, come l’Azienda Unità Sanitaria Locale e il Collegio IPASVI di Ferrara, l’Azienda Ospedaliera Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento, l’Azienda Ospedaliero Universitaria “Santa Maria della Misericordia” di Udine e altre ancora.
«Finalmente, dopo il lungo periodo di restrizioni causato dalla pandemia, abbiamo potuto ricominciare a ricevere delegazioni esterne, con le dovute cautele, per mostrare loro come vengono assistiti i nostri pazienti – commenta Croso – Siamo impegnati a riprendere il percorso iniziato negli anni scorsi e di cui siamo orgogliosi perché finalizzato a migliorare costantemente l’assistenza al paziente e l’orientamento all’umanizzazione. In particolare, all’interno dell’area della neonatologia, l’attenzione al piccolo paziente e alla sua famiglia è oltremodo importante, per via delle fragilità che un momento delicato può comportare per tutti i componenti del nucleo familiare».

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