BI24_2010/20_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Quando l’Unione Europea gioca alla rana e il bue con la Cina…”

_Sandro Delmastro delle Vedove
La reazione dell’Unione Europea agli ultimi sviluppi strategici – Afghanistan e AUKUS – ricorda la favola della rana e del bue di Esopo. Come abbiamo imparato da piccoli, la rana voleva diventare grande come il bue e si gonfiò fino a scoppiare. Tale è l’impressione del discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato dalla presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen il 15 settembre, in cui ha lanciato un’iniziativa contro la ‘Belt and Road’ cinese chiamata “Global Gateway” dal contenuto politico, economico e militare. “Costruiremo il partenariato Global Gateway con Paesi di tutto il mondo… siamo bravi a finanziare le strade, ma non ha senso che l’Europa costruisca una strada perfetta tra una miniera di rame e un porto posseduti dai cinesi. Dobbiamo farci furbi quando si tratta di questo tipo di investimenti”, ha dichiarato.
Il giorno successivo, la Commissione ha inviato al Parlamento Europeo e al Consiglio Europeo un documento di diciotto pagine che descrive nel dettaglio l’iniziativa, secondo Il Sole 24 Ore. Il documento prende atto che le spese militari nella regione Indo-Pacifico sono aumentate fino al 28% delle spese globali nel 2019, dal 20% del 2009, e asserisce: “Data l’importanza di una presenza navale europea significativa nell’Indo-Pacifico, l’Unione Europea valuterà i mezzi per garantire un maggiore dispiegamento navale degli Stati membri nella regione”. La von der Leyen ha anche annunciato un prossimo vertice col Presidente francese Emmanuel Macron per discutere di come accelerare la costruzione di una forza di difesa europea. Il tema di una forza armata europea è stato discusso anche da Macron e Draghi al vertice EU Med 9 tenutosi il 17 settembre ad Atene, in cui i due leader hanno straparlato di “sovranità europea”.
Infine, l’organo pseudo-legislativo chiamato Parlamento Europeo ha votato una risoluzione su una “Nuova Politica UE-Cina” che definisce la ‘Belt and Road’ Initiative “una minaccia alla sicurezza europea” e sollecita una politica più “assertiva” nei confronti di Pechino. La risoluzione castiga l’Italia, senza nominarla, per aver firmato il memorandum sulla Via della Seta nel 2019 senza chiedere permesso ai partner europei, e snocciola tutte le fake news e i luoghi comuni sulla Cina, dai diritti umani al “presunto genocidio” nello Xinjiang, alle origini del Covid-19 (https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2021-0382_EN.html). La missione cinese presso l’UE ha reagito con una dichiarazione ufficiale che definisce la risoluzione un’interferenza negli affari domestici della Cina, ma prende atto che alcuni europarlamentari hanno esortato a focalizzarsi sulla cooperazione invece che sulla geopolitica. “Speriamo che l’UE presterà attenzione a queste voci razionali, adotterà un punto di vista completo e oggettivo dello sviluppo della Cina e farà di più per promuovere la crescita dei rapporti bilaterali”, conclude la dichiarazione.

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