BI24_2010/20_DALLA REGIONE PIEMONTE. Ex Embraco, il gruppo leghista risponde alle critiche di Delmastro: “Opaca lealtà politica”

_Gruppo consiliare Lega Salvini Piemonte
Innanzitutto l’onorevole Delmastro dovrebbe prendere atto che, come chiesto dalla Lega in Consiglio regionale, il ministro si è impegnato a convocare un tavolo sulla vertenza nei primi giorni di ottobre. In secondo luogo, accusare l’attuale titolare del Mise di comportarsi come i suoi predecessori è un gesto di opaca lealtà politica. A differenza di quanto avvenuto nei tre esecutivi precedenti, nessun politico della Lega, tantomeno il ministro allo Sviluppo Economico, ha illuso i lavoratori di Riva di Chieri con promesse che si sapevano perfettamente irrealizzabili.
Non era lui che brindava alla nascita di progetti che sarebbero poi finiti nei fascicoli della magistratura. Non era lui che mal consigliava madri e padri di famiglia di non accettare buonuscite pur di restare all’interno di una azienda ormai decotta. Non era lui che offriva garanzie su una sorta di “assunzione di Stato” se le cose fossero volte al peggio. Questa non è la politica della Lega, che piuttosto è fatta di pragmatismo, studio, realismo. Non si possono ingannare i lavoratori con favolette che tecnicamente non possono stare in piedi. Si deve invece continuare a lavorare con rigore e concretezza per cercare e trovare vie realmente perseguibili per restituire all’Embraco un orizzonte di produzione e benessere.
La Lega, con il suo ministro allo Sviluppo Economico, non abbandona nessuno. Come non commette gli errori di chi l’ha preceduta. Piuttosto, il presidente del gruppo Lega Salvini Piemonte ricorda all’onorevole di Fdi che l’assessore al Lavoro della Regione Piemonte è pur sempre espressione del suo partito. Prendendo atto che, oltre a invocare tavoli interministeriali ottenuti poi dall’azione politica del Carroccio, sulla vicenda Embraco ha soprattutto attaccato l’attuale Governo. Indossando più la casacca della militante di un partito che oggi a Roma è all’opposizione di quanto ci si possa aspettare da una rappresentante delle Istituzioni piemontesi.
Anche ignorando i vincoli di lealtà di una coalizione che si prepara a sfide elettorali come quelle per la guida di Torino e Novara. Forse sarebbe meglio ascoltasse le proposte di buonsenso della Lega, come mettere in campo un piano che permetta di riportare qui le aziende che in questi anni hanno delocalizzato all’estero.

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