BI24_2010/20_DALLA REGIONE PIEMONTE. Mosca, Lega: “Fusioni: non ai comuni unici come si vorrebbe fare in Valle Elvo…”

Fusione tra comuni: l’argomento è di stretta attualità non solo in Valle Elvo, ma anche in Regione. «Il Vicepresidente della Regione Piemonte, Fabio Carosso, ha presentato un disegno di Legge che modifica la norma attualmente in vigore». Ad annunciarlo è il consigliere regionale della Lega Salvini Piemonte, Michele Mosca: «Nel nuovo disegno si prevede che, per procedere alla fusione, siano considerati vincolanti i risultati dei referendum di tutti i comuni coinvolti nella stessa. Diventerà quindi sufficiente che i cittadini di un comune si esprimano in maniera contraria e la proposta dovrà essere nuovamente valutata in consiglio comunale. Oggi, invece, è possibile procedere nell’iter a prescindere dal consenso popolare».
Nell’occasione, Mosca interviene anche sulla recente proposta del sindaco di Mongrando, Tony Filoni, di creare una “Città dell’Elvo”, ente pubblico locale che prenderebbe forma dalla fusione di tutti e 15 i comuni che fanno parte dell’Unione Montana: «E’ innegabile – spiega Mosca – che i piccoli comuni facciano fatica a fornire servizi di livello qualitativo. Questo avviene a causa della scarsità di risorse, non certo per volontà degli amministratori locali, che ogni giorno si prodigano oltre il ruolo di loro competenza. Spesso manca persino la possibilità di assumere personale, è quindi innegabile che fondere alcune realtà potrebbe portare a creare economie di scala con ricadute positive».
No al comune unico. «Non credo, tuttavia – precisa il consigliere regionale – che la soluzione sia creare un unico comune che andrebbe a fondere territori e realtà socioeconomiche diverse tra di loro, con evidenti ripercussioni negative sotto molti profili. Penso, ad esempio, all’aspetto amministrativo: in un’ipotetica Città dell’Elvo, dove potrebbe essere collocata la sede della casa comunale per essere accessibile ed in posizione baricentrica rispetto a tutti i territori fusi? Ritengo che puntare alla creazione di un unico grande centro della valle Elvo non sia una soluzione percorribile Meglio, a mio avviso, come ho già avuto modo di suggerire più volte nel corso del tempo allo stesso sindaco, procedere con fusioni per “aree omogenee”, ovvero per zone limitrofe che già condividono, anche solo in parte, alcuni servizi. Penso ad esempio, alla zona della Serra che guarda a Mongrando, dove già oggi sono presenti servizi a cui tutti i residenti fanno riferimento (guardia medica, scuole, banche attività commerciali e grande distribuzione).
«Credo che ogni sindaco che ha a cuore la propria comunità debba fare dei ragionamenti che vadano oltre il campanile e proiettino la visione a 10/15 anni almeno. Non vorrei che il mantenimento dello status quo fine a sé stesso in futuro obblighi i cittadini a subire scelte calate da Roma: in questo caso sì calate dall’alto e senza possibilità di condivisione. Il tema va affrontato con lungimiranza e senza preconcetti e mi permetto di dire che se lo dice uno che della battaglia identitaria ne ha fatto una ragione di vita amministrativa e politica, forse è il caso di aprire un ragionamento serio finalizzato anche alla sopravvivenza dei territori montani e collinari in ottica di miglioramento dei servizi, della qualità della vita e dell’attrattività nei confronti dei nuovi residenti».

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