BI24_2010/20_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Comincia la desecretazione dell’11 settembre: ci sarà una revisione della politica?”

_Sandro Delmastro delle Vedove
L’11 settembre scorso l’FBI ha rilasciato un rapporto desecretato (ma redatto) dell’aprile 2016 che, nonostante i numerosi omissis, offre ulteriori conferme del coinvolgimento di agenti del governo saudita nell’assistenza fornita ai dirottatori delle Torri Gemelle. A questo primo documento desecretato dovrebbero far seguito altri nei prossimi sei mesi, secondo il decreto di Biden del 3 settembre. Si spera che si farà pienamente chiarezza sul ruolo saudita, ma già ora è lecito sollevare alcuni interrogativi. Primo, chi negli Stati Uniti agì per coprire il ruolo dei sauditi? Questa domanda è intimamente legata ad alcune anomalie irrisolte, come la mancanza di risposta dell’aeronautica militare dopo che divenne chiaro che erano in corso una serie di attacchi aerei.
Secondo, chi promosse e finanziò gli attacchi e a quale scopo? La risposta a “cui prodest” punta non a Riad, ma a Londra, giustamente soprannominata “Londonistan”. L’undici settembre 2001 mise in moto quelli che sono stati due decenni di governo di emergenza, in cui la pianificazione a lungo termine è stata sostituita dalla reazione a presunte minacce urgenti, in cui gli enti di intelligence e gli istituti finanziari hanno acquisito sempre più potere nel mondo transatlantico. Questo cambiamento nella governance del pianeta, o perlomeno del settore transatlantico, era stato previsto da Lyndon LaRouche ben prima dell’undici settembre.
Rispondendo ad una domanda sulla nomina dell’”irriducibile confederato” John Ashcroft a ministro della Giustizia, nel corso di una conferenza dell’EIR il 3 gennaio 2001, LaRouche parlò del pericolo che lo stesso governo USA fosse sostituito da un regime di gestione della crisi con “poteri di emergenza” e della minaccia che una riedizione dell’”Incendio del Reichstag” fosse usata per introdurre poteri dittatoriali sotto l’amministrazione Bush – allora ancora non inaugurata – il tutto motivato dalla volontà di salvare il barcollante sistema finanziario transatlantico. Lanceranno piccole guerre “in varie parti del mondo”, disse LaRouche, a cui il governo affiancherà “metodi provocatori da gestione della crisi”.
Non solo LaRouche ebbe ragione sulle conseguenze dell’undici settembre, ma negli anni successivi denunciò ripetutamente i collegamenti tra il regime autoritario, la crisi finanziaria globale e la cosiddetta emergenza climatica. Oggi, venti anni dopo, la sbagliata avventura USA/Nato in Afghanistan è finita in disgrazia e nuove verità sul fatto che essa provocò un cambiamento globale nella governance stanno venendo alla luce. Le domande da porsi ora sono: giungeremo al ripudio di due decenni di geopolitica ed unilateralismo? Il popolo americano e il mondo intero sapranno cosa accadde veramente l’undici settembre? Saranno finalmente ascoltati i consigli di LaRouche?

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