BI24_2010/20_SPECIALE SCUOLA/2. Migliaia di studenti, piangono la ‘prof’ Roselda Canepa Salussoglia: preside severa, docente straordinaria

_Roberto Scucca
Una preside severa, una insegnante straordinaria. La Roselda Canepa Salussoglia che ho conosciuto io, tra gli anni Ottanta e Novanta, al liceo “Ada Negri” di via Orfanotrofio, era così. Due volti, stessa medaglia. La classe in cui ero io, l’ha prima conosciuta (e temuta) nel primo ruolo, poi ha imparato ad amarla (ma sempre con discrezione), nel secondo: il “boss” dallo sguardo sempre serio, dalle movenze antiche. E poi la docente piena di entusiasmo, di passione per la sua professione, per le sue materie. Per i ragazzi che aveva di fronte.
Con me, diciamolo subito, sulla matematica si era arresa quasi subito: un somaro con i numeri, ma voti alti nelle altre materie. Con la fisica, invece, era andata molto meglio, perché la “Salu”, come la chiamavamo all’epoca (ma senza mai farci beccare da lei) non si limitava a sciorinare formule e scoperte scientifiche… No, lei ti raccontava anche della vita dei fisici, delle loro abitudini, di quello che facevano fuori dai laboratori, dei loro vizzi e dei loro peccati. Per me che preferivo scrivere poesie e leggere Shakespeare, fu l’occasione per buttare sulla pagella un paio di sei, in una delle mie materie da 4 fisso.
E soprattutto, di osservare dietro a quel volto duro, un’anima di ragazzina, di giovane insegnante al primo incarico, di studiosa appassionata. Non rideva quasi mai, ma sapeva farti sorridere. E mentre sorridevi ascoltavi. E mentre ascoltavi imparavi: “Ah… Questa è la formula del tipo che tradiva la moglie con tutte le segretarie…”. La “Salu”, si è spenta in questi giorni a Roma, dove viveva da tempo per stare vicina alla figlia Anna, altra “severona” che ti raccomando, ma sempre con ironia. Aveva 98 anni e nella sua carriera, aveva insegnato anche al “Bona” ed al liceo classico. Sempre con uno sguardo severo, a fare da contrasto ad un cuore di ragazzina.

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