BI24_2010/20_SPECIALE SCUOLA/1. I docenti del liceo ‘Sella’: “Con la scuola inagibile, metà dei nostri studenti dove finiranno?”

_I docenti del Liceo “Q. Sella”
Questa è un’emergenza! Da qualche giorno abbiamo appreso che la nostra scuola (l’edificio in via Addis Abeba) sarà interessata da importanti lavori strutturali e non sarà agibile almeno fino a gennaio. Ad oggi, le aule che ci sono state assegnate, pronte per l’inizio dell’anno scolastico, sono 21: si tratta di spazi presenti a Città Studi, in parte nella palazzina universitaria, in parte nell’ITIS Quintino Sella, in parte messi a disposizione dall’Ufficio scolastico territoriale. Intorno alla metà di ottobre dovrebbero essere pronte altre 15 aule, messe a disposizione dal Comune nella ludoteca del Villaggio Lamarmora.
La nostra scuola, però, ha 49 classi. Che ne sarà, quindi, all’inizio dell’anno scolastico, di 28 classi, ossia di circa 650 studenti? E in ogni caso, da metà ottobre in poi, di 13 classi, ossia di circa 300 studenti? Sono attivi tavoli istituzionali alla ricerca di aule sostitutive, ma l’inizio dell’anno scolastico è alle porte e una delle ipotesi che è emersa è quella di utilizzare di nuovo la didattica a distanza. Questa, secondo i docenti del Liceo Sella, e in accordo con il preside, non è una vera soluzione. La didattica a distanza, che abbiamo sperimentato quotidianamente per un anno e mezzo, ha mostrato i suoi limiti: non raggiunge davvero tutti, non è sempre efficace, ha controindicazioni rilevanti che si ripercuotono sulla salute degli studenti e degli insegnanti.
Quella di un edificio scolastico totalmente inagibile per mesi è un’emergenza assoluta, e come tale va trattata: con molto lavoro, molta collaborazione, molta determinazione. Noi siamo disposti a mettercela tutta. Ci aspettiamo che anche le istituzioni facciano la loro parte, praticando tutte le strade possibili che nelle emergenze devono essere praticate, tutte quelle che possano permettere a studenti e docenti di tornare a “fare scuola”, in modo idoneo, sicuro, efficace.

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