BI24_2010/20_DALL’OSPEDALE/1. Ieri il giorno dedicato alla prevenzione dei suicidi. Il dottor Merli: “importante capire e prevenire”

_Dottor Roberto Merli (Direttore Psichiatria Asl Biella)
Anche quest’anno il 10 settembre ricorre la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio. In ogni parte del mondo questa è l’occasione per ricordare un problema che è nato con l’essere umano e appartiene alla sua natura e storia. Esso non è solamente un problema filosofico, perché è anche legato a una condizione di sofferenza umana e, come tale, è un problema di salute pubblica.
A partire dall’ultimo secolo, la ricerca scientifica in questo campo ha prodotto molte nuove conoscenze, contribuendo alla possibilità di fornire aiuti concreti e molte volte efficaci alle persone che attraversano crisi suicidarie. Come medico psichiatra posso dire che non si tratta di un lavoro semplice o facile e, soprattutto, per avere un minimo di successo, questo non può contare solo sull’intervento dei professionisti della salute mentale. Perché esista un’efficacia preventiva è indispensabile una conoscenza diffusa di indicazioni, misure e comportamenti che potenzino i fattori protettivi contro la tendenza al suicidio e riducano i potenziali fattori di rischio ai vari livelli di popolazione generale, di singole comunità anche piccole come le famiglie e di luoghi di studio e di lavoro.
Proprio lo studio e il lavoro sono gli ambiti che sono stati pesantemente colpiti (e lo sono tuttora) dagli effetti diretti e indiretti conseguenti alla pandemia da Covid. Il timore di una possibile e gravissima crisi economica e finanziaria che potrebbe coinvolgere a breve l’intera nazione partendo dai settori lavorativi più vulnerabili deve farci riflettere su come affrontarla, sia singolarmente sia come comunità. Le misure di sostegno da parte degli amministratori giocheranno un ruolo fondamentale nel fornire quell’indispensabile supporto sociale ed economico per prevenire i disastrosi effetti psicologici e comportamentali che le gravi crisi finanziarie hanno su singoli individui, famiglie e tessuto sociale.
Anche il Sistema sanitario, con i servizi di salute mentale, dovrà organizzarsi e fornire interventi che prevengano e/o gestiscano le crisi suicidarie. Ma anche i singoli dovranno acquisire alcune informazioni fondamentali per aiutarsi in momenti di crisi o poter aiutare altri. Fondamentale è sapere che per non cedere al pensiero del suicidio non si deve rimanere da soli con se stessi: si deve chiedere aiuto ad altri. Spesso chiedere aiuto è difficile perché ci sono di ostacolo sentimenti come la vergogna. Tuttavia, proprio sapendo in anticipo che sulla strada del superamento di una crisi suicidaria troveremo questo ostacolo, potremo organizzarci e capire chi, cosa e dove sono i riferimenti presso i quali troveremo conforto e aiuto. E qui arriviamo alla conclusione, ovvero che il nostro più grande aiutante nei momenti acuti della crisi è costituito dalla fiducia nel prossimo. Solo superando la vergogna e riconoscendo la forza potenziale della fiducia nel prossimo, potremo tentare di affrontare e superare con successo molte delle sfide che ci attendono.

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