BI24_2010/20_DAL FONDO EDO TEMPIA/1. Sono arrivati a Barcellona… bruciacchiati dal sole, i sei ciclisti biellesi che lottano contro il cancro

Con il naso e le braccia abbrustoliti dal sole di sei giorni in bicicletta, ma con una gioia immensa per esserci riusciti: i sei cicloamatori biellesi hanno completato la loro sfida, raggiungendo Barcellona dopo circa 1200 chilometri tutti in sella dopo la partenza dalla sede del Fondo Edo Tempia di sabato 28 agosto. È vicina al traguardo anche la seconda corsa lanciata dai sei sportivi: raccogliere almeno 3mila euro per la ricerca sul cancro alla prostata. La quota raggiunta finora ha superato i 2.600 euro ma la sottoscrizione via internet è ancora aperta al link https://bit.ly/BiellaBarcellonaDono.
La foto ricordo davanti alla Sagrada Familia, la chiesa simbolo di Barcellona, è stata la testimonianza della missione compiuta dopo aver affrontato dislivelli e chilometraggi notevoli e aver domato anche una vetta leggendaria come il Mont Ventoux, nella terza delle sei giornate dell’impresa. Ogni passo è stato seguito da un numero sempre più numeroso di tifosi via Facebook, con l’attesa per il resoconto serale quotidiano che è diventato un’abitudine. Il gruppo (Paolo Maggia, Marco Guidetti, Massimiliano Morella, Lorenzo Acquadro e Filippo Vaglio Tessitore) lo ha affidato al narratore-ciclista Luca Sciarretta.
Ecco la pagina di diario scritta dopo il traguardo: «Siamo arrivati! È stato veramente un sogno che per una settimana ci ha avvolto. Fare mille chilometri in sei giorni consecutivi è un’esperienza che nessuno di noi aveva mai provato. Che dire: non ce ne rendiamo ancora pienamente conto. Nei prossimi giorni, nelle prossime settimane forse metabolizzeremo questa nostra impresa. Come una lunga pellicola di un film i fotogrammi ci riappariranno e li faremo nostri (lo sappiamo, siamo nell’era digitale ma l’immagine della celluloide è vecchia ma più poetica), i ricordi le immagini di questo film pedalato sono dentro di noi: il Monginevro, il freddo di Briançon, le Gorges, il mont Ventoux, la Camargue, i cartelli delle nazioni attraversate, gli sfottò, le battute, la fatica, i piccoli screzi e le tensioni dovute alla stanchezza, gli arrosticini di cipresso, le sfide sportive, le cene, gli alberghi, i girasoli e tutto l’infinito elenco di ricordi… Semplicemente fantastico».
Nella giornata di ieri i sei ciclisti rientreranno in Italia precedendo l’indispensabile mezzo di supporto, pilotato da Ernesto Vigna, che ripercorrerà la strada a ritroso fino a casa. E la festa potrà continuare, insieme alla solidarietà.

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