BI24_2010/20_DALL’OSPEDALE/1. L’Asl Biella: “Sospesi i dipendenti non vaccinati”. Vergogna e schifo: giù le mani da questi lavoratori…

“Nei giorni scorsi è stata completata una prima parte delle verifiche e degli accertamenti da parte del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl di Biella sulla non ottemperanza all’obbligo vaccinale Covid per i professionisti sanitari e delle professioni sanitarie afferenti al territorio, sulla base degli elenchi che la Regione Piemonte sta trasmettendo”.
Con questo comunicato, in questi giorni l’Asl Biella ha annunciato la sospensione dei primi dipendenti che hanno deciso di non vaccinarsi. Che vergogna. Che schifo. Che buffonata. La stessa buffonata che, a base di finti morti covid e qualche malato vero, sta tenendo nel terrore la nostra provincia, nonostante le cifre della “pandemia”, nel Biellese, facciano quasi più ridere di quelle nazionali.
“Per coloro non in linea con quanto indicato dalla normativa nazionale – prosegue il comunicato Asl – il Direttore del Dipartimento di Prevenzione, adottando un apposito atto previsto dalla stessa normativa (DL n. 44 del 2021), ha provveduto a comunicare all’Ordine professionale di appartenenza (se presente), al soggetto interessato e al datore di lavoro, la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implichino contatto interpersonale o in qualsiasi altra forma a rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2”.
Senza parole. Senza onore. Senza senso. In questa Italietta che gioca all’emergenza per costringere le persone ad infilarsi dentro al corpo, sostanze che invece di guarire fanno ammalare, che invece di curare peggiorano la situazione, si vanno a toccare lavoratori che, a prescindere dalle loro (giustissime) scelte, sono buoni lavoratori, discriminati oggi per la loro volontà di non farsi complici di questa buffonata di stato.
“Le comunicazioni notificate giovedì 26 agosto sono state 17, delle quali 6 riguardanti personale dell’Asl di Biella (con decorrenza 27 agosto). Le verifiche e gli accertamenti stanno procedendo e continueranno fino a esaurimento degli appositi elenchi inviati a livello regionale – conclude il comunicato stammpa dell’Asl – a tutela sia dell’utenza che degli operatori del settore. L’Asl di Biella tiene a sottolineare che ogni possibile soluzione organizzativa e gestionale verrà adottata per garantire la continuità dell’offerta delle prestazioni sanitarie rivolte alla cittadinanza”.
E adesso che l’ennesima Azienda Sanitaria, nell’ennesima provincia d’Italia, si è resa ridicola, offendendo e discrimando i propri dipendenti, non resta che attendere che un giudice riporti giustizia e logica, non resta che attendere che questi bravi lavoratori possano tornare alle loro mansioni. Alla faccia dei finti vaccini, alla faccia delle finte pandemie, alla faccia del terrore inventato, su cui ormai troppi stanno guadagnando, in barba dei pochi.

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