BI24_2010/20_DALL’OSPEDALE. La famiglia di Adriano Panizza, ha donato una nuova apparecchiatura al reparto di Proctologia

Lo scorso giugno è stato donato all’Asl di Biella un nuovo strumentario chirurgico denominato sistema VAAFT. L’approvvigionamento di questa attrezzatura, che non era ancora presente nelle sale operatorie dell’Ospedale biellese, è stato possibile grazie alla moglie di Adriano Panizza, che già nel recente passato si era impegnata per dotare di molte apparecchiature il nosocomio continuando così l’opera di generosità intrapresa in precedenza dal marito. La VAAFT (Video Assisted Anal Fistula Treatment) è una tecnica mini-invasiva, in uso da circa dieci anni, per il trattamento “cosiddetto sphincter-saving” (con salvaguardia degli sfinteri) delle fistole perianali complesse. L’apparecchiatura consiste in un moderno sistema a fibra ottica dedicato alla cura di patologie di tipo infiammatorio della regione ano-perineale. Tali problematiche consistono principalmente nelle forme acute e croniche delle fistole anali, malattie benigne ma estremamente invalidanti per i pazienti perché vanno a interessare la delicata zona dell’apparato sfinterico retto-anale, che presiede alla normale continenza fecale.
L’approccio chirurgico in questa regione anatomica pertanto è particolarmente delicato e spesso sono necessari più interventi per giungere alla guarigione o a un miglioramento. In questo senso, a oggi, i risultati che le più prestigiose scuole chirurgiche proctologiche presentano non superano il 70% dei casi e negli ultimi vent’anni sono state proposte numerose tecniche finalizzate al miglioramento dei trattamenti. Il sistema VAAFT si inserisce in una classe di interventi cosiddetti “mini-invasivi” per tale patologia, poiché consente un approccio mirato alla malattia, che prevede una minuziosa fase diagnostica intraoperatoria e una fase operativa più prudente e meno demolitiva. I punti di forza della tecnica sono rappresentati dal riconoscimento intraoperatorio dell’anatomia delle fistole, talvolta particolarmente complesso per precedenti episodi di infiammazione, dalla possibilità di operare sotto visione, dalla maggior facilità di identificazione e infine da un rischio minore di danno sfinterico.
Tale tecnologia può essere utilizzata anche per il trattamento della malattia pilonidale sacro-coccigea, altra patologia benigna che consiste nella presenza a livello sacrale di cisti spesso sede di ascessi. Questa malattia si manifesta soprattutto in soggetti giovani al di sotto dei 25 anni, che necessitano sovente di reiterate medicazioni per ottenere la guarigione, con un costo economico e sociale considerevole. L’apparecchiatura sarà in dotazione all’Unità di Chirurgia Proctologica della Struttura Complessa Chirurgia Generale dell’Ospedale di Biella diretta dal dottor Roberto Polastri (che ricopre inoltre il ruolo di Direttore del Dipartimento di Oncologia). Il dottor Roberto Perinotti, responsabile dell’Unità e Presidente nazionale della Società Italiana di Chirurgia Colo-rettale, ribadisce l’utilità della nuova strumentazione: «La VAAFT e la EPSIT (Endoscopic Pilonidal Sinus Treatment), cioè il suo utilizzo per la malattia pilonidale, saranno un’ottima opzione terapeutica che si aggiunge alle altre metodiche a nostra disposizione. Questo arricchimento di attrezzature dedicate, come quella della manometria ano-rettale già donata dalla signora Vermiglio Panizza, ci consentirà di diventare Centro di Alta Specializzazione e Training per la Società che presiedo permettendo, oltre al miglioramento della nostra qualità chirurgica, l’organizzazione di corsi di aggiornamento per la Rete Nazionale specialistica».
«Alla famiglia Panizza va la nostra gratitudine per questo ennesimo gesto di bontà e altruismo verso l’Ospedale di Biella e tutti i biellesi – ringrazia la Direzione dell’Azienda Sanitaria Locale – Tale ulteriore donazione contribuisce a mantenere vivo il ricordo del signor Adriano e l’attaccamento dei suoi cari verso questa struttura». Negli ultimi anni la famiglia Panizza ha donato all’Ospedale dell’Asl di Biella un termo-diluitore (2015), un ventilatore polmonare (2016), alcuni ecocardiografi (tra il 2017 e il 2019) e un dispositivo per la manometria anorettale (2020), oltre a un supporto all’assistenza domiciliare della Fondazione Clelio Angelino, che collabora in particolare con le Strutture di Ematologia e Cure Palliative dell’Asl di Biella.

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