BI24_2010/20_DALLA REGIONE PIEMONTE/1. Andrea Cane, Lega: “No alla depenalizzazione dell’eutanasia, difendiamo la vita…”

Con 23 voti contrari, il Consiglio regionale del Piemonte si è espresso negativamente sulla proposta di aderire al referendum abrogativo dei Radicali portato in aula da Liberi Uguali e Verdi che, se approvato, depenalizzerebbe l’eutanasia in Italia. “Depenalizzazione dell’eutanasia – ha detto nel suo intervento a Palazzo Lascaris il consigliere del gruppo Lega Salvini Piemonte Andrea Cane – significa trasformare in atti legali e compassionevoli reati oggi puniti dal codice penale, come l’omicidio del consenziente. Personalmente difendo la vita in ogni sua fase e forma e condivido e appoggio pienamente l’appello di Claudio Larocca, presidente della Federazione Centri di Aiuto alla Vita e Movimenti per la Vita di Piemonte e Valle D’Aosta”.
“Noi riteniamo che la dignità di ogni persona permanga in ogni circostanza, intatta e intangibile – ha citato il vicepresidente della commissione Sanità Andrea Cane -, la dolce morte non difende la dignità del malato né ha a che fare con la vera compassione che invece è solidale con il sofferente e non lo sopprime, mirando piuttosto ad alleviarne la sofferenza. E su questo voglio insistere per porre l’accento sul miglioramento della terapia del dolore, dal momento che a settembre ripartirà il coordinamento regionale della rete piemontese delle cure palliative, che anche a causa della pandemia era rimasto bloccato per molto tempo: ringrazio quindi per questa ennesima ripartenza della Sanità piemontese l’assessore Luigi Icardi, il direttore generale Minola e il dottor Giovanni Bersano, responsabile dell’Unità operativa di Cure palliative dell’Asl To4”.
“Un grazie – ha concluso il consigliere Andrea Cane – va certamente a tutti i medici che ogni giorno difendono la Vita, quella con la lettera maiuscola, che ritengo debba essere sempre e solo tutelata, senza fare troppi giochi di parole tra diritto alla vita, accanimento terapeutico ed eutanasia, che sono tre concetti ben diversi tra loro”.

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