BI24_2010/20_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Alluvioni: un ‘fallimento monumentale’ dei sistemi di allarme”

_Sandro Delmastro delle Vedove
Visitando le zone alluvionate il 18 luglio, la Cancelliera tedesca Angela Merkel ha dato libero sfogo all’isteria climatica, con l’assurda dichiarazione: “La lingua tedesca non conosce quasi nessuna parola per la devastazione che è stata causata qui”. Avrebbe potuto provare con la parola Nachlässigkeit, che in tedesco significa “negligenza”. A quanto pare, il governo aveva ricevuto già il 10 luglio un allarme meteo, secondo il quale le forti piogge avrebbero potuto causare gravi inondazioni negli affluenti del sistema fluviale Reno-Mosella, ma gli avvertimenti sono stati trasformati solamente in bollettini di servizio pubblico, in gran parte attraverso alcune app, piuttosto che in un’allerta generalizzata. La popolazione non è stata evacuata, benché il pericolo fosse noto.
Hannah Cloke, docente di idrologia all’università britannica di Reading, ha confermato che l’European Flood Awareness System (EFAS) aveva lanciato l’allarme ai governi tedesco e belga e li aveva aggiornati con cartine dettagliate preannunciando forti piogge. Ma questi avvertimenti, come ha sottolineato in un’intervista al Sunday Times, non sono stati comunicati alle popolazioni locali. “Non serve a niente avere enormi modelli computerizzati che predicono cosa succederà se la gente non sa cosa fare in caso di alluvione… Il fatto che la gente non sia stata evacuata o non abbia ricevuto gli avvertimenti indica che qualcosa è andato storto”. Forti critiche al governo sono venute anche da Hartmut Ziebs, ex presidente dell’Associazione tedesca dei vigili del fuoco (2016-2019). In una lettera aperta questi ha scritto che la popolazione non è stata sufficientemente coinvolta nella prevenzione nazionale delle catastrofi: “Ci devono essere istruzioni per l’azione: che cosa devo fare quando si verifica l’evento.
Ma questo include anche una preparazione almeno rudimentale delle persone al giusto comportamento”. Ziebs ha inoltre sottolineato il fatto che “Per anni, il governo federale ha condotto esercitazioni col nome di Lükex. È stato messo in scena e analizzato l’impensabile. Sono stati elaborati cataloghi di richieste. Conseguenze? Quasi zero! Non può accadere, non deve accadere, non possiamo spiegare alla popolazione che costa troppo; la lista delle ragioni per cui [le richieste] sono state respinte è quasi inesauribile”. Ziebs ha poi sottolineato: “La protezione delle persone deve essere al primo posto. È qui che bisogna anche uscire dalla propria zona di comfort.
Lo scaricabarile sulle responsabilità, i dibattiti sul federalismo e le animosità personali non hanno spazio a questo punto”. Mentre la Germania e il Belgio hanno subito molte vittime, nessuna vittima è stata segnalata dai Paesi Bassi, benché anche alcune zone al confine con la Germania e il Belgio siano state colpite da forti acquazzoni. La differenza è che dopo le gravi inondazioni degli anni ’90, gli argini dei fiumi dei Paesi Bassi erano stati allargati per permettere all’acqua di traboccare durante le inondazioni. Il progetto, che è costato più di due miliardi di euro, è stato completato nel 2019.

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