BI24_2010/20_DALLA GUARDIA DI FINANZA. Masserano: sequestrati un’area di 93.000 metri quadri e 480 tonnellate di rifiuti pericolosi

Nei giorni scorsi i Finanzieri del Comando Provinciale Biella in forza al dipendente Gruppo, a seguito di uno specifico servizio di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e repressione delle violazioni in materia ambientale, hanno individuato e successivamente sottoposto a sequestro un’area privata al cui interno erano state abbandonate diverse tonnellate di rifiuti speciali risultati contenere amianto. L’accesso e i successivi accertamenti dei finanzieri hanno permesso di constatare che l’intera superficie, di circa 93.000 mq di terreno insistente nel Comune di Masserano (BI), è un ex area industriale di proprietà di una società biellese in evidente stato di abbandono e di degrado al cui interno sorgono 2 fabbricati di 12.000 mq.
All’interno di questi edifici i militari hanno scoperto cumuli enormi di rifiuti abbandonati e lasciati alle intemperie con totale incuria. In particolare sono stati rinvenuti scarti di lavorazione edile di tipo laterizio per un totale di circa 300 tonnellate, vari fusti di metallovisibilmente danneggiati contenti materiale oleoso e con conseguenti sversamenti direttamente sul suolo, e soprattutto cataste di lastre, frammentate ed integre, in fibrocemento, contenenti amianto, per circa 180 tonnellate. Alcune di queste lastre erano ammassate alla rinfusa in più punti dei fabbricati, altre invece costituivano il tetto danneggiato degli edifici abbandonati.
Nell’area erano presenti inoltre i vecchi impianti di lavorazione in materiale ferroso in completo stato di abbandono. In particolare era presente un forno industriale per la produzione di laterizi con all’interno un rotolo di treccia in amianto che è considerato uno dei rifiuti speciali più pericolosi in quanto per la propria conformazione si presta al più facile rilascio di particelle nocive nell’ambiente. L’ingente quantità di rifiuti contenenti amianto, la cui produzione, vendita ed uso è vietata in Italia dal 1992, ha reso opportuno l’intervento di personale specializzato dell’Arpa. Piemonte – Servizio territoriale di Biella che ha provveduto al prelevamento di campioni di tutto il materiale rinvenuto per le successive analisi. L’attività si è conclusa con il sequestro di tutta l’area, i relativi fabbricati e tutti i rifiuti speciali contenuti all’interno nonché la conseguente segnalazione alla Procura della Repubblica di Biella del rappresentante legale della società per violazione dell’art. 256 del D.lgs 152/2006 (Codice Ambientale).

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