BI24_2010/20_DALLA REGIONE PIEMONTE/2. Rossi e Gallo, Pd: “Prevenzione e cura dei disturbi dell’alimentazione: sostegno a pazienti e famiglie”

Il gruppo del Pd in Consiglio regionale del Piemonte si impegna per la prevenzione dei disturbi dell’alimentazione e per la creazione di una Rete di Cura territoriale in grado di accogliere le richieste di pazienti e famiglie. E’ stata presentata alla stampa la proposta di legge “Prevenzione e cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e sostegno ai pazienti e alle loro famiglie”firmatari i consiglieri Domenico Rossi, vicepresidente IV commissione sanità e Raffaele Gallo, presidente del gruppo Pd in consiglio regionale. Il Presidente inoltre ha presentato un’interrogazione a risposta urgente in commissione sanità affinché l’assessore Icardi dia al più presto risposte su un’epidemia sottostimata nei dati epidemiologici e dilagante.
“Vogliamo sapere –dichiara Raffaele Gallo, presidente gruppo Pd– quale sia la realtà piemontese e quanti siano ad oggi le ragazze e i ragazzi seguiti. Chiedo di conoscere quali siano i numeri di ricoveri e dimissioni, cosa avviene nei pazienti una volta fuori, quali sono le iniziative che vengono prese e soprattutto a che punto in Piemonte sia l’iniziativa voluta dal ministero che prevede un “codice lilla” all’arrivo in Pronto soccorso, pensato proprio per “accogliere” chi soffre di dca e quindi poterlo intercettare e seguire”. “Vogliamo inoltre sapere se l’Assessorato intenda prendere in considerazione l’idea di un recupero mirato degli ospedali dismessi sul territorio per convertirli in centri assistenziali e di residenza, in modo da supplire alle gravi carenze di strutture; riteniamo opportuna – conclude il presidente del gruppo dem – l’organizzazione dei centri di salute mentale con sportelli dedicati e specialisti idonei affinché i giovanissimi, spesso spaventati e riottosi al percorso di cura, non vengano respinti da un ambiente ostile e certamente poco consono al loro tipo di malessere”.
La proposta di legge Rossi Gallo punta a riconoscere, valorizzare e rafforzare le realtà già operanti nel trattamento dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione nell’ambito del servizio sociosanitario piemontese, attraverso una rete integrata, che operi secondo un modello multidimensionale e multi professionale. Una proposta di legge che prevede lo stanziamento triennale complessivo di 900 mila euro. “Una rete a livello regionale per i disturbi del comportamento alimentare non è più rinviabile. Non è ammissibile, infatti, che in alcuni territori siano attivi servizi e in altri no. Il Piemonte, mutuando anche esperienze di altre regioni più mature su questi servizi, deve potenziare e uniformare l’offerta, definire l’organizzazione e le risorse necessarie– commenta Domenico Rossi vicepresidente IV commissione –. A questo serve la legge che presentiamo oggi, ma non solo. L’altro obiettivo importante è quello di far sentire meno sole le famiglie che, come nel caso di tante altre patologie, per troppo tempo si sono fatte carico da sole di tutti i problemi e delle complicazioni generate da situazioni di questo tipo. Non è solo il singolo individuo a soffrire, ma l’intero sistema familiare e degli affetti che, troppo spesso, si è sentito abbandonato dalle istituzioni”.
La proposta articolata tra molti aspetti ritenuti fondamentali per prevenzione, presa in carico, cura e sostegno nonché reinserimento in ambito scolastico o lavorativo, ritiene prioritaria inoltre la Costituzione del Centro di Coordinamento regionale per la prevenzione e la cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, che dovrà essere composto da un componente designato dalla Direzione regionale competente in materia di sanità con funzioni di coordinatore; un componente per ogni Azienda Sanitaria Locale (ASL) regionale e per ogni Azienda Ospedaliera; quattro esperti nella prevenzione e cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione con comprovata esperienza maturata nelle strutture pubbliche e private accreditate operanti nel servizio sociosanitario regionale; un rappresentante degli Enti del Terzo Settore impegnati nella prevenzione e nella cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, operanti nell’ambito del servizio sociosanitario regionale; un rappresentante delle società scientifiche di settore operanti a livello regionale; due rappresentanti a livello regionale appartenenti rispettivamente alle categorie dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. L’Ufficio scolastico regionale sarà invitato a designare un proprio rappresentante.
Lo scopo del Centro di Coordinamento regionale è quello di elaborare linee guida al fine di offrire in modo omogeneo sul territorio regionale diagnosi precoci, gestione efficace delle liste d’attesa, continuità assistenziale e appropriatezza delle cure. Di conseguenza si chiede la costituzione della Rete regionale per la prevenzione e la cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, composta dai centri specifici dedicati ai DCA all’interno delle Aziende Sanitarie locali (ASL) e delle Aziende Ospedaliere, nonché dai soggetti privati accreditati che a livello regionale si occupano di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. La legge punta alla promozione di attività formative e di aggiornamento professionale rivolte agli operatori sanitari e sociosanitari direttamente o potenzialmente coinvolti nella presa in carico dei pazienti con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, inclusi i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, anche al fine di facilitare l’individuazione precoce dei soggetti affetti da DCA.
La legge sottolinea poi l’importanza del ‘Percorso Lilla in Pronto soccorso’ elaborato dal Ministero della Salute, l’attivazione delle iniziative funzionali al riconoscimento e alla presa in carico precoci dei soggetti affetti da disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Deve essere centrale l’attività di screening utile per riconoscere e prendere in carico precoce i soggetti affetti da disturbi della nutrizione e dell’alimentazione in ambito scolastico, sportivo e di aggregazione giovanile. Prima si interviene, maggiori Sono le possibilità di guarigione. Per far questo servono spazi e personale, per questo la legge Rossi-Gallo chiede a Aziende Sanitarie e le Aziende Ospedaliere di organizzare contesti di cura dedicati ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione prevedendo almeno l’implementazione di interventi ambulatoriali per l’intercettazione precoce, la diagnosi e l’eventuale invio dei pazienti ai contesti di cura e alle strutture più appropriati della Rete regionale, nonché per la presa in carico delle situazioni gestibili a un primo livello.
Soprattutto la legge mette la Regione in condizione di definire percorsi per la transizione, concordata tra le relative equipe, dai servizi per i minori ai servizi per gli adulti, senza soluzione di continuità della presa in carico e delle cure. Grande problema che ad oggi le famiglie lamentano, insieme all’assenza di equipe multidisciplinari, che la legge prevede e che si compone di uno psichiatra o un neuro-psichiatra infantile, un medico internista, un dietologo, uno psicologo psicoterapeuta, un tecnico della riabilitazione psichiatrica, un dietista, un infermiere ed eventuali altri professionisti con formazione specifica in merito ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. La legge Rossi Gallo prevede che la Regione oltre al rafforzamento sul territorio, valorizzando le iniziative presenti, garantisca l’implementazione dell’attuale dotazione di posti letto in regime residenziale e semiresidenziale, e attuazione di programmi di sostegno alle famiglie e ai caregiver dei pazienti.

I commenti sono chiusi.