BI24_2010/20_DALL’OSPEDALE/2. La lettera di Diego Poggio ai dipendenti: “Vi lascio con le parole di Antonio Machado che più amo…”

_Diego Poggio
Carissimi, consentitemi di rivolgermi a Voi in questo modo, è sempre difficile trovare le parole per ringraziare qualcuno per l’impegno, la serietà, l’entusiasmo con cui svolge il proprio ruolo senza cadere nella retorica. Tutti Voi, ognuno di Voi, meritate il mio grazie più sincero per aver saputo svolgere il vostro lavoro in questo ultimo anno e mezzo così difficile con orgoglio, passione e competenza.
Tutti insieme abbiamo affrontato e stiamo vincendo una guerra contro un nemico sconosciuto, infido, che ci ha tolto tanto e che non ci ha dato respiro. Oggi però vediamo una luce in fondo al tunnel: la campagna vaccinale in atto sono certo che ci condurrà fuori dalla pandemia.
Io lascio questo ruolo con la consapevolezza di aver svolto ogni giorno il mio dovere e, permettetemi, con l’orgoglio di aver sempre svolto la mia attività con correttezza e onestà.
Vi lascio con un verso di una poesia di Antonio Machado che amo moltissimo: “Viandante, sono le tue impronte / il cammino, e niente più, / viandante, non c’è cammino, / il cammino si fa andando. / Andando si fa il cammino, / e nel rivolger lo sguardo / ecco il sentiero che mai / si tornerà a rifare. / Viandante, non c’è cammino, / soltanto scie sul mare.
Buona vita a tutti Voi.

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