BI24_2010/20_DA CONFARTIGIANATO. Il Dl Sostegni bis, insieme al Dl Anticipo riaperture, è un primo segnale per far ripartire le imprese

Il DL Sostegni bis insieme al DL Anticipo riaperture, è un primo segnale per far ripartire le imprese in questa delicata fase che potrebbe vedere la chiusura definitiva di intere filiere messe in ginocchio dall’emergenza sanitaria. Ora però chiediamo che al più presto ci si adoperi per l’avvio delle riforme (semplificazioni, fisco più leggero, codice appalti, giustizia civile) e la rapida attuazione dei progetti del PNRR anche a misura di micro e piccole imprese. Si valutano positivamente i nuovi criteri per il riconoscimento di un ulteriore contributo a fondo perduto con un impegno di oltre 15 miliardi di risorse. In particolare, apprezza anche la possibilità di poter recuperare ‘a conguaglio’ parte del minor risultato d’esercizio conseguito nel 2020 rispetto al 2019 che riconosce le situazioni imprenditoriali con maggiori costi fissi.
Anche se quest’ultimo aiuto si prevede sia erogato non subito, visto che sono necessari dati rilevabili dalla dichiarazione dei redditi 2020, da presentare necessariamente entro settembre 2021. Positivo il riconoscimento per i primi 7 mesi del 2021 del credito imposta sugli affitti commerciali, così come la possibilità, più volte sollecitata da Confartigianato, di poter recuperare l’IVA immediatamente all’apertura delle procedure concorsuali e non dover attendere, come avviene oggi, la loro chiusura spesso a distanza di parecchi anni. Sul fronte del sostegno alla liquidità per le imprese, Confartigianato apprezza la proroga della moratoria legale fino al 31 dicembre 2021. Positivo anche il giudizio sulla proroga al 31 dicembre 2021 della garanzia pubblica del Fondo Centrale di Garanzia, seppure con una lieve riduzione della percentuale di garanzia dello Stato (che si è limitata ad una limatura dal 100% al 90% per i crediti sotto i 30 mila euro e dal 90 all’80% per quelle sopra).
Accogliamo positivamente la rimodulazione degli ammortizzatori che vanno in parallelo al blocco dei licenziamenti. Qui è importante ribadire la necessità di veloci procedure per l’assegnazione dei finanziamenti per il pagamento dei periodi di ammortizzatore ancora scoperti. E positivo anche il blocco del decalage della Naspi, perché comunque attutisce l’impatto negativo dei licenziamenti. Confartigianato valuta altresì positivamente la volontà del Governo di incentivare la ripresa dell’occupazione con una riduzione del costo del lavoro utilizzando il contratto di rioccupazione, accompagnato da uno sgravio contributivo totale per la durata di 6 mesi. Si tratta di una misura sperimentale. Ma per uscire da una logica emergenziale, va introdotta una soluzione di carattere strutturale che permetta alle imprese di programmare i nuovi ingressi in un’ottica più lungimirante.
Secondo Confartigianato, inoltre, con la misura che prevede il progetto individuale di inserimento volto a garantire l’adeguamento delle competenze del lavoratore, si riconosce l’importanza della formazione per rafforzare la competitività e la produttività del sistema economico e sostenere i livelli di occupazione. Positivo, come già detto recentemente, il differimento dei termini dei versamenti contributivi dei soggetti iscritti alle gestioni autonome speciali degli artigiani e commercianti. Confartigianato vede, infine, con favore l’istituzione di un Fondo dedicato alla creazione di “Scuole dei mestieri” a livello territoriale. Auspica che il decreto attuativo del Ministero del Lavoro, nell’individuare i criteri e le modalità di applicazione e di utilizzo delle risorse, tenga conto delle specificità proprie delle imprese artigiane e delle micro e piccole imprese diffuse sul territorio, tradizionalmente vocate a formare i mestieri del made in Italy.
Siamo invece insoddisfatti per la mancata proroga al 2023 del Super Bonus, introdotto con il decreto rilancio di maggio 2020 ma operativo da agosto. Anche se l’incentivo ha interessato più le abitazioni singole che i condomini, dove le assemblee per approvare i lavori sono state rese più complicate a causa del Covid-19, e anche se le procedure troppo complesse ne hanno frenato il decollo. Quello della ripartenza è un treno che le imprese del Piemonte tentano di agganciare. Una ripartenza che sarà condizionata dall’andamento del piano vaccinale, dalla velocità con la quale il Governo saprà avviare le riforme necessarie e la capacità di mettere in campo progetti a misura di piccole imprese e che comunque richiederà ancora tempi lunghissimi per riportare l’economia allo stato pre pandemico.

I commenti sono chiusi.