BI24_2010/20_DAL MONDO DELLA SCUOLA. Ivano Zoppi: “Aule aperte d’estate per i ragazzi, ma i compiti sono anche per noi adulti…”

Non un parcheggio e neppure un corso di recupero, l’estate sui banchi deve essere la nostra polizza sul futuro”. Ivano Zoppi, Presidente di Pepita Onlus, tra le cooperative di educatori più attive in Italia, guarda con fiducia al “Piano scuola estate 2021”, redatto dal Ministero dell’Istruzione per i Dirigenti Scolastici e i Coordinatori Didattici degli istituti dell’intero sistema nazionale. Quest’anno la scuola non va in vacanza, per la felicità dei genitori, ma anche per quella di milioni di studenti, impazienti di riabbracciare la spensieratezza tipica dell’adolescenza pre Covid-19.
Il Piano si pone l’obiettivo di colmare alcuni dei disagi vissuti negli ultimi due anni scolastici e, al contempo, di sviluppare competenze disciplinari e relazionali degli studenti, gettando una sorta di ponte verso il nuovo anno scolastico. “Un passaggio epocale – commenta Ivano Zoppi – non solo per il pianeta scuola, ma per tutto il sistema educativo; dallo sport agli oratori, dall’animazione ai centri estivi”. Ciascuno di questi ambiti, infatti, è ormai legato a doppio filo alla dimensione digitale, “una Rete che va riempita di umanità, empatia e valori”. Non a caso, l’esperto educatore e docente di laboratori universitari, invita a recuperare il significato di rispetto. “Le traversie della DAD hanno certamente indebolito il concetto di rispetto dell’altro, poco percepito dallo schermo; ma anche il rispetto dei ruoli, penso al cyberbullismo verso i docenti, e il mancato rispetto dei tempi, dell’apprendimento, della socialità e soprattutto della crescita”.
In questo contesto Pepita fotografa i nuovi bisogni dei minori in chiave post pandemia e presenta il manifesto dei diritti ritrovati. “Non si tratta di un’operazione nostalgia – precisa il responsabile della Onlus, Ivano Zoppi – ma di uno strumento tanto semplice quanto utile per non dimenticare quanto oggi siano fragili le cose che ieri davamo per scontate”. Anche nelle vesti di segretario generale di Fondazione Carolina, negli ultimi due anni scolastici, Ivano Zoppi ha coordinato centinaia di interventi a supporto di insegnanti, genitori e studenti, disorientati dalle dinamiche della didattica a distanza. La DAD ha permesso di concludere i programmi, ma a quale prezzo? “Le relazioni tra pari, anche tra i ragazzi più piccoli, sono state filtrate dagli schermi, assumendo il linguaggio e i contorni dell’ambiente online – osserva Zoppi – nonostante in quel luogo i bambini non possano e non debbano starci”. Una contraddizione che non si può superare, se non attraverso la costruzione di una nuova cultura digitale, che valorizzi un’esperienza progressiva, sicura e gioiosa del web e dei suoi processi, nella didattica come nelle relazioni.

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