BI24_2010/20_DAL MONDO DELLA POLITICA. Giulio Gazzola: “Evento in diretta di ‘Gioventù Nazionale’, in occasione della conferenza sul futuro dell’Europa”

_Giulio Gazzola (Membro biellese di Gioventù Nazionale)
Il 9 maggio, prenderà avvio la Conferenza sul futuro dell’Europa, un grande ciclo di eventi promosso dalle istituzioni europee, che dialogheranno con gli Stati, i cittadini e le parti sociali. Il fine di questi dialoghi è raccogliere idee e proposte per una riforma dell’assetto istituzionale della UE in senso più democratico e rappresentativo, per una governance economica più efficiente, per la definizione di strategie comuni su immigrazione, ambiente, politiche di sicurezza, salute, digitalizzazione e soprattutto a proposito della politica estera dell’Unione nel mondo postpandemico. L’obiettivo è, dunque, rilanciare il progetto democratico europeo, incentivando la partecipazione dal basso e non precludendo una revisione dei Trattati.
Un’idea ambiziosa e sicuramente positiva, anche se poi dalla fase di dialogo e ascolto a quella di riforma vera e propria potrebbe cadere il castello retorico costruito dal trio Commissione-Consiglio#Parlamento. Ovviamente, ci auguriamo che ciò non accada.
È evidente che questo evento, che in Italia purtroppo sta passando molto in sordina, può avere una portata storica determinante e quindi abbiamo deciso di trattare questi temi attraverso un dibattito in diretta sulla pagina Facebook di Magnete, giornale online di Gioventù Nazionale, lunedì maggio alle 21.15. Avrò l’onore di moderare questa serata, nella quale interverranno l’On. Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, il prof. Alessandro Mangia, ordinario di diritto costituzionale all’Università Cattolica di Milano, e Angelo Polimeno Bottai, vicedirettore del TG1 e autore di libri sull’euro e le politiche economiche della UE.
In apertura porterà i suoi saluti Francesco Di Giuseppe, vicepresidente di Gioventù Nazionale. Vogliamo approcciarci al tema tenendoci ugualmente ben distanti dalle opposte cosiddette “retorica del successo” e “retorica dell’insuccesso”, che sono semplificazioni controproducenti per chi voglia trattare seriamente il problema del futuro della costruzione europea. Adotteremo invece un approccio certamente critico, poiché non è possibile far finta di non vedere che l’architettura istituzionale della UE è farraginosa e inefficiente e presenta un grado di democraticità e rappresentatività veramente basso; o che il sistema della moneta unica ha evidenti difetti genetici e soprattutto una governance schiava del mito dell’austerità espansiva, che impedisce l’adozione di politiche strategiche per gli Stati membri, e priva di strumenti sovranazionali necessari per la messa in atto di politiche strategiche per il complesso di essi; o ancora che mancano strategie comuni sui più svariati temi, il che è stato evidente con la crisi migratoria ed è evidente ora nel contesto pandemico, ma che è evidente ogniqualvolta si verifichi una situazione di tensione geopolitica: in un mondo in cui l’influenza geopolitica si esercita più con strumenti di soft power che di hard power, è possibile che la più potente arma diplomatica, il commercio, sia ambito di competenza esclusiva della UE, quando manca del tutto una strategia unitaria di politica estera, una visione geopolitica comune ai 27?
L’Unione Europea come è stata conformata dai vari Trattati di Maastricht, Amsterdam e Lisbona, evidentemente non ha funzionato e l’esempio del Regno Unito, che, uscito dalla UE, ha organizzato una rapida campagna vaccinale e ha in previsione un’importante ripresa economica può ridare voce alle istanze antieuropeiste. L’Unione Europea, se vuole sopravvivere, necessita di una vera e propria rivoluzione, a partire, appunto, dall’architettura istituzionale e dalla governance economica. Lunedì sera, con ospiti di eccezione, cercheremo di capire in cosa debba consistere questa rivoluzione e se vi sono le possibilità per cui si verifichi.

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