BI24_2010/20_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Quello allo sviluppo è un diritto umano fondamentale”

_Sandro Delmastro delle Vedove
Contrariamente alla litania ripetuta da tutti i leader occidentali al vertice sul clima, i capi di molte grandi nazioni non considerano il presunto riscaldamento globale e le emissioni di CO2 la principale minaccia esistenziale all’umanità, pur riconoscendo il bisogno di ridurre l’inquinamento e di modernizzare la produzione industriale. Il Presidente Xi Jinping non ha annunciato alcun cambiamento negli obiettivi di emissione del governo cinese, né sull’uso del carbone e del nucleare. Ha sottolineato invece il principio che segna la differenza principale con la “filosofia verde” in Occidente, ponendo enfasi sull’aumento della produttività grazie a scienza e tecnologia. Egli ha anche sottolineato le “responsabilità comuni ma differenziate” tra Paesi avanzati ed emergenti, sostenendo che occorre soddisfare le esigenze di crescita dei paesi in via di sviluppo.
Il Presidente russo Vladimir Putin ha sottolineato che la Russia ha dimezzato le emissioni rispetto agli anni novanta. In Russia, come in Cina, l’inquinamento è un problema serio, ma in via di risoluzione e con l’effetto collaterale della riduzione delle emissioni. E come la Cina, la Russia intende incrementare l’uso del nucleare, che “produce quasi zero emissioni”, e degli impianti a carbone. Putin, in conclusione, ha rimarcato il bisogno di combattere la povertà e ridurre il divario tra ricchi e poveri. Da notare che sia Xi che Putin hanno affermato che le politiche del clima, come tutti i temi globali, debbano essere decise all’interno della cornice dell’ONU, ponendosi quindi in contrasto con il cosiddetto “ordine basato sulle regole” sostenuto da Washington, da Bruxelles e dalla NATO.
Dall’America Latina, il presidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador ha fatto capire che il Messico continuerà a perseguire lo sviluppo e a sfruttare i propri giacimenti di idrocarburi, mentre porta avanti un ambizioso programma di riforestazione. Molto interessante è stato l’intervento di Gaston Browne, Primo ministro di Antigua e Barbuda, una nazione composta da due isole che, secondo la lobby del clima, sarebbero già dovute scomparire sotto il livello del mare. Browne ha citato appena il clima, mentre si è concentrato sul disastro finanziario che, a causa della pandemia, si sta abbattendo sui Paesi come il suo che dipendono dal turismo. Egli ha chiesto che il debito corrispondente sia cancellato o riorganizzato, dato che sicuramente non verrà ripagato.

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