BI24_2010/20_LA QUESTIONE. Alessio Ercoli, Lega: “Perché per le celebrazioni del 25 aprile, le regole di distanziamento anti covid non esistono?”

_Alessio Ercoli (Lega per Salvini Premier)
A vedere le foto di alcune manifestazioni per il 25 aprile, anche nel Biellese, non si può fare altro che chiedersi se siamo di fronte a due pesi e due misure, oppure se per le celebrazioni della Liberazione fossero previste delle deroghe che ci sono sfuggite. Perché fino a ieri molte attività economiche e commerciali non potevano ancora aprire e da Ponderano non si poteva venire a prendere un caffè a Biella, ma a quanto pare si poteva salire a Donato con tanto di manifesti, striscioni e bandiere per radunarsi nei pressi del monumento di Lace e celebrare la Festa della Liberazione come di consuetudine.
Si badi bene, non contestiamo nel modo più assoluto la commemorazione dell’Anniversario della Liberazione, che pure si è svolta a Biella con la presenza del Sindaco Corradino ma senza pubblico, come disposto dalle normative in vigore. Risulta però che anche il Comune di Donato abbia disposto, con un comunicato, che quest’anno avrebbe presenziato solo al momento istituzionale con alcuni rappresentanti ma non avrebbe concorso all’organizzazione della manifestazione né al suo patrocinio, in rispetto alle disposizioni legislative, invitando tutti alla responsabilità. Una responsabilità che evidentemente è mancata, considerando che di solito si radunano persone provenienti anche dal canavese. Oppure dovremmo credere che fossero tutti cittadini di Donato…
Si poteva sicuramente celebrare in modo degno questo giorno anche rispettando le norme fissate tra l’altro dal ministro Speranza, l’esponente più a sinistra del governo. La Lega ne ha sempre contestato l’operato e le decisioni, e continuiamo a ritenere che queste limitazioni siano sbagliate, ma ci saremmo aspettati che venissero seguite perlomeno dalla parte che più lo sostiene. Risulta, infatti, un controsenso che la stessa sinistra che da più di un anno con il compagno Speranza tiene chiuse attività, locali e persone, ieri ha manifestato in massa come se nulla fosse. La stessa sinistra che ha compromesso la stagione sciistica del 2020 e bloccato del tutto quella del 2021 per qualche foto apparsa sui social, si è radunata in assembramenti che si differenziano da quelle immagini solo per l’assenza di guanti e caschi, a vedere dai post pubblicati sugli stessi social.
La stessa sinistra che ha riscoperto e rilegittimato i confini solo per chiuderli, ora torna a far finta che non esistano. Essere antifascista non può giustificare l’elusione di regole che tutti si sono impegnati a rispettare per mesi auspicando di uscire presto da questa situazione. Nessuna celebrazione, neanche quella del 25 aprile, può consentire un liberi tutti mentre ci sono intere categorie ostaggio delle stesse norme. Apprezziamo che anche l’estrema sinistra abbia dimostrato come siano prive di senso, ma avremmo preferito che se ne fosse accorta prima, in modo da concorrere nell’opera di convincimento sul ministro Speranza per un’apertura anticipata e maggiore.

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