BI24_2010/20_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Cina, Russia, Siria: lo Schiller Institute rende possibile il dialogo tra le nazioni”

_Sandro Delmastro delle Vedove
Ospiti speciali della seconda sessione della conferenza sono stati i rappresentanti dei governi della Repubblica Popolare Cinese, della Federazione Russa e della Repubblica Araba Siriana, che hanno ringraziato lo Schiller Institute per aver reso possibile questo forum su temi così importanti per la pace mondiale e il miglioramento dei rapporti internazionali. Il console generale cinese a New York Ping Huang ha dissipato le falsità e gli equivoci ampiamente diffusi sulla Cina, la sua storia e il partito comunista cinese. Ha descritto la natura della democrazia nel suo Paese e il fatto che i leader cinesi considerino i diritti umani e il progresso economico come parte dello stesso obiettivo, come dimostra il successo della campagna contro la povertà.
Essi promuovono una politica estera definita dal destino comune dell’umanità, riflessa dall’Iniziativa Belt and Road. Come può l’attuale scontro tra Cina e Stati Uniti essere sostituito dalla collaborazione? Il diplomatico ha risposto che l’Occidente deve capire che la Cina non rinuncerà mai al diritto di diventare una nazione moderna e prospera. In secondo luogo, anche se ci sono differenze – ed è naturale che ci siano – esse possono e devono essere gestite rispettando gli interessi fondamentali di tutti. Inoltre, la cooperazione è immediatamente possibile e necessaria a molti livelli, compresi gli sforzi contro il terrorismo, la non proliferazione delle armi nucleari, il superamento della crisi finanziaria e via dicendo.
L’ambasciatore Ping è stato seguito da Alexey Boguslavskiy, primo segretario della missione della Federazione Russa presso le Nazioni Unite, il quale ha avvertito che certi interessi nel mondo transatlantico insistono nel perseguire un “ordine basato sulle regole” di tipo geopolitico, in cui le regole sono definite da una piccola manciata di Paesi, a dispetto del diritto internazionale sancito dalla Carta delle Nazioni Unite. Allo stesso modo, invece di promuovere la cooperazione, si formano blocchi militari o coalizioni di interessi. Boguslavskiy ha detto che con l’infuriare della pandemia di Covid19, la gente nel mondo sta chiedendo – e giustamente – che le grandi potenze cooperino tra loro. Il diplomatico russo ha concluso il suo discorso citando il sesto presidente degli ancora giovani Stati Uniti, John Quincy Adams: “L’America non dovrebbe andare all’estero in cerca di mostri da distruggere”.
La dottoressa Bouthania Shaaban, consigliere politico della presidenza siriana, ha denunciato la politica americana, recentemente delineata in vari documenti strategici, che è responsabile della distruzione del suo paese nella guerra che dura ormai da dieci anni. Questa politica si basa sull’idea di “supremazia occidentale”, imposta da una NATO transatlantica, i cui Paesi membri si considerano gli unici difensori della democrazia e dei diritti umani. Chiunque non rientri nei loro criteri viene etichettato come “autocrate” e “aggressore”, comprese Russia e Cina. Il motivo per cui la Siria è stata presa di mira per un cambio di regime, secondo la dottoressa Shaaban, è che “ha una mente politica indipendente e prende decisioni politiche indipendenti”. Nel 2010, la Siria aveva “la quarta economia emergente nel mondo. E ora hanno distrutto la nostra economia, hanno distrutto le nostre scuole, hanno distrutto il nostro stile di vita!”. E per farlo hanno usato l’ISIS e altri terroristi, provenienti dalla Turchia, che sono stati armati e sostenuti dagli Stati Uniti e dai loro alleati e continuano ad esserlo. In conclusione, la signora Shaaban ha auspicato “un paradigma diverso per il futuro dell’umanità”, come quello promosso dallo Schiller Institute.

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