BI24_2010/20_I MISTERI DEL COVID BIELLESE/2. Perché convocare un 80enne a Pasquetta per il vaccino e poi… dirgli che la sua dose non c’è?

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Si parlava, nel precedente articolo, di quanti biellesi sono effettivamente ricoverati nela reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Ponderano. Su novanta, pare siano soltano un paio. Bah… Parla, nei suoi fascicoli, la Procura di Biella, di gente che si sarebbe fregata la dose di vaccino di qualcun altro, passando anche sopra ai soggetti più fragili, piuttosto di soddisfare la propria ipocondria. Sarà…
La realtà (o meglio i troppi dubbi…) del “giro” biellese dei vaccini, invece, la racconta, veramente, il parente di un uomo di circa 80 anni. Un uomo, che era stato ‘precettato’ per il giorno di Pasquetta per riceve la sua bella dose “Pfizer”. Ora prestabilita, dalla stessa Asl, il sabato prima con una apposita telefonata all’anziano: “Ci vediamo alle 19”.
Arriva il fatidico lunedì è l’Azienda sanitaria ricontatta i parenti del pensionato: “Potete portarcelo un’ora prima, alle 18?”. Nessun problema, dicono i famigliari ed infatti, alle 18 in punto l’ottantenne è in loco, pronto a ricevere la sua… salvifica dose. Peccato però che il personale, di fronte allo stupore del nonnino e dei suoi congiunti, comunichi ai convenuti che la… salvifica dose non è disponibile. Non c’è.
“Riportatelo domani” è l’asciutto commiato che lo staff che si occupa delle vaccinazioni per l’Asl, regala a questo gruppo di biellesi che, nel bel mezzo di una festa, con spirito, serietà ed amore, ha pensato alla salute di un 80enne. Va Bene. si torna il giorno dopo. Ma di questi tempi, con certe chiacchiere che girano, con certi fascicoli che maneggiano i magistrati locali, viene da chiedersi: ma questa benedetta dose, dove cazzo è finita?

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