BI24_2010/20_DALLA REGIONE PIEMONTE/1. Demarchi, Lega: “Con il Ministro perché i fondi europei vengano distribuiti anche all’agricoltura piemontese”

Attualizzare i criteri di ripartizione dei fondi europei per l’agricoltura, il criterio di storicità finora adottato è superato e va superato. Il Piemonte con altre 14 Regioni e province autonome italiane chiede una ripartizione equa già nel periodo di transizione 21-22”. Con queste parole il consigliere della Lega Salvini Piemonte Paolo Demarchi scende in campo su un tema che da troppi anni vede alcune Regioni italiane fortemente penalizzate nella ripartizione delle quote che l’Europa destina agli Stati e che poi vengono allocate centralmente.
“Porto qualche esempio significativo – prosegue il consigliere Demarchi, cuneese imprenditore del settore in causa – Sicilia, Basilicata, Calabria, Umbria, Puglia e Campania hanno percepito negli ultimi 20 anni il 48% dei fondi assegnati all’Italia. La mancata distribuzione con parametri oggettivi, attualizzati e dinamici ha delle conseguenze chiare che vanno esplicitate: il numero delle aziende agricole piemontesi è passato negli ultimi 5 anni da 55.428 a 52.189, con un calo medio annuo dell’1,5%: inutile dire che l’anno in corso in piena emergenza pandemica ci riserverà ancora qualche brutta sorpresa a livello di contrazioni. In una Regione in cui il 36% del territorio è destinato alla produzione agricola e in cui il valore aggiunto di agricoltura, silvicoltura e pesca ammonta a circa 1,94 miliardi di euro che arrivano a 6 miliardi con l’agro-alimentare accettare fondi europei distribuiti in modo così penalizzante non ha senso”.
“Il ministro Patuanelli, il sottosegretario e già Ministro dell’Agricoltura Gianmarco Centinaio e il nostro Assessore Marco Protopapa – conclude il leghista Paolo Demarchi – sono in prima linea col Piemonte per attivare immediatamente una programmazione e distribuzione adeguata dei fondi europei, senza paura di contrastare le poche Regioni che da questo sistema ricevono risorse eccessive rispetto al peso oggettivo dei loro indicatori attuali. Vogliamo un Piemonte che riceva ciò che è dovuto secondo un criterio di ripartizione equo e possa programmare un futuro con il supporto economico che ci è dovuto”.

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