BI24_2010/20_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Conferenza internazionale dello Schiller Institute: il mondo ad un bivio”

_Sandro Delmastro delle Vedove
Dedichiamo la seconda parte di questo numero alla conferenza dello Schiller Institute che si è tenuta online il 20 e 21 marzo, alla quale hanno partecipato relatori da diverse parti del mondo, tra cui diplomatici ad alto livello dalla Cina e dalla Russia e rappresentanti di governi di nazioni mediorientali. Aprendo i lavori, Helga Zepp-LaRouche ha sottolineato che alcuni mesi fa, quando fu scelto il titolo della conferenza, “Il mondo ad un bivio a due mesi dall’insediamento dell’amministrazione Biden”, lo Schiller Institute si aspettava che si sarebbero verificati eventi preoccupanti, ma non la rapida escalation a cui stiamo assistendo ora. Nel suo intervento di apertura, intitolato “La storia umana finirà in tragedia o continuerà con un nuovo paradigma?”, la signora LaRouche ha spiegato: “Se si considera la valanga di recenti dichiarazioni e dottrine militari, che definiscono sempre più la Russia e la Cina come rivali strategici e avversari, sembra che siamo nel quarto o quinto atto di una tragedia globale che si avvicina rapidamente a quello che Friedrich Schiller chiamava il punctum saliens.
Questo è il punto del dramma in cui tutti gli sviluppi precedenti portano ad un momento decisivo, in cui il carattere e la visione degli attori principali sul palco determinano se potrà essere trovata una soluzione ad un livello superiore, se potremo accedere ad un Nuovo Paradigma su un piano superiore di pensiero e sfuggire al tragico risultato, o se i protagonisti agiranno secondo la logica di assiomi difettosi e il dramma finirà in tragedia. Ma questa volta non siamo sul palco, è la nostra storia, la nostra vita”. L’epilogo della situazione odierna, ha detto, è una questione di cultura. Dopo aver citato le varie crisi del mondo attuale, Helga Zepp-LaRouche è tornata sul tema fondamentale dell'”immagine dell’uomo” trasmessa dalla nostra cultura. La concezione maltusiana dell’uomo è quella propria di un’oligarchia malvagia, che cerca di controllare e sfruttare la popolazione e per la quale ogni individuo “è un parassita, un peso per Madre Natura, un peso che emette carbonio e contribuisce al riscaldamento globale e quindi, meno sono numerosi questi fastidi, meglio è”.
La concezione prometeica, così appassionatamente e splendidamente difesa dal suo defunto consorte Lyndon LaRouche, al contrario “considera ogni essere umano un arricchimento per l’umanità nel suo complesso, poiché ciascuno ha il potenziale di compiere scoperte fondamentali” nella scienza naturale e nella grande arte classica, che portano la nostra specie ad un livello superiore. Quest’ultima concezione ha prevalso in tutti i momenti di grande progresso della storia universale, sia nelle antiche culture di India e Cina, nel Rinascimento arabo, nel Rinascimento italiano, o nella creazione del moderno stato nazionale.

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