BI24_2010/20_DALLA REGIONE PIEMONTE. Gallo e Rossi, Pd: “Sportelli prolife nei consultori: una strumentalizzazione politica sul corpo delle donne”

La Giunta, dopo il blitz di settembre scorso dell’assessore Marrone, che aveva diffuso una discussa circolare con la quale invitava all’attivazione di sportelli con associazioni come il Movimento per la Vita e i Centri di aiuto alla vita, ci riprova e torna a giocare con la salute e i diritti delle donne unicamente per questioni di natura ideologica. E’ in atto un attacco su tutto il territorio nazionale nascosto dietro le decisioni delle singole regioni o di atti di indirizzo presentati nei consigli comunali. Non c’è alcuna preoccupazione sanitaria dietro tutto questo, ma solo finalità politiche.
La decisione della Regione di inviare alle Asl indicazioni per avviare collaborazioni con le associazioni pro-vita all’interno dei consultori viola i diritti e mette a rischio la libertà di scelta delle donne. Se a questo aggiungiamo un altro annoso problema che riguarda l’eccessivo numero di medici obiettori di coscienza è evidente che in Piemonte non si garantisce un’attività sanitaria edi supporto omogenea sul territorio. La Regione si preoccupa dell’attuazione della legge 194 unicamente sugli aspetti che la interessano ideologicamente e tralascia gli altri aspetti. E’ una brutta strumentalizzazione fatta sul corpo delle donne.
Spiace constatare che l’intera maggioranza di centro-destra sia nelle mani della destra radicale e dell’assessore Marrone che, pur non avendo alcuna competenza in materia, detta la linea anche sui temi sanitari al Presidente Cirio e all’assessore Icardi. Ci aspettiamo una loro presa di posizione che riporti un po’ di chiarezza su un tema delicato come questo e che non merita di essere affrontato in questa maniera. Non lo meritano le donne piemontesi che sono sotto attacco.

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