BI24_2010/20_DAL CAPOLUOGO. “Selvatica Festival”, anche con la didattica a distanza, è riuscito ad affascinare centinaia di giovani

Si è conclusa venerdì 26 febbraio 2021 l’ottava edizione di Selvatica – Arte e Natura in Festival ospitata nei tre palazzi che compongono il Polo Culturale di Biella Piazzo – Palazzo Ferrero, Palazzo Gromo Losa e Palazzo La Marmora. Come ogni edizione, anche Selvatica 2020 ha dato un ruolo importante alla didattica per i bambini e i ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado, attraverso attività online e laboratori in presenza a cura di Clorofilla Soc. Coop. e WWF Oasi e Aree Protette Piemontesi.
«Nonostante il periodo particolare – spiega Emanuele Rolando, coordinatore organizzativo di Selvatica per Palazzo Gromo Losa Srl – la didattica quest’anno è andata comunque bene, l’offerta online è stata apprezzata e il dato più importante è stato che moltissimi bambini, dopo aver effettuato la lezione online, sono poi andati a visitare le mostre con genitori e parenti».
Sono state infatti 40 le classi, composte da 710 bambini e ragazzi, che hanno partecipato alle attività didattiche proposte da Selvatica 2020; 38 classi, per un totale di 675 bambini, hanno avuto modo di conoscere gli animali della mostra “Predatori del microcosmo. La corsa agli armamenti di ragni, insetti, anfibi e rettili” attraverso le lezioni online gratuite di 90 minuti proposte da dicembre a febbraio e 2 classi, per un totale di 35 bambini, hanno partecipato, nei mesi di apertura delle mostre, al laboratorio “Natura in gioco”.
«Tanti gli studenti, dalla prima elementare alla seconda media – spiega Maria Luisa Pedullà di Clorofilla Soc. Coop – che hanno partecipato con entusiasmo alle attività didattiche. Tanta è stata la curiosità di poter vedere gli animali dal vivo, ma peccato che a causa delle varie chiusure non tutti siano riusciti a visitare le mostre». Molto soddisfatti anche gli insegnanti che hanno seguito gli studenti durante le attività come spiega Pamela Cigna, professoressa della scuola media di Chiavazza «Nonostante le difficoltà che ci possono essere con la DAD, i ragazzi sono rimasti molto colpiti e contenti di questa esperienza e avrebbero voluto visitate di persona le mostre».

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