BI24_2010/20_IL MONDO VISTO DA BIELLA. Sandro Delmastro: “Julian Assange e Alexey Navalny: due pesi e due misure”

_Sandro Delmastro delle Vedove
Il 12 febbraio, un portavoce del Dipartimento della Giustizia USA ha confermato che il governo ha fatto ricorso contro la sentenza del tribunale inglese che ha respinto l’estradizione di Julian Assange. Nel frattempo, la vita del fondatore di Wikileaks continua ad essere in pericolo a causa delle condizioni della sua detenzione nella prigione britannica di Belmarsh. Il ricorso USA non ha tenuto in minima considerazione la lettera firmata da numerose organizzazioni per i diritti umani e per le libertà civili statunitensi, che definiscono le accuse rivolte ad Assange “una grave minaccia alla libertà di stampa, sia negli Stati Uniti che all’estero”.
Il 9 febbraio, in un intervento in aula, la parlamentare europea Clare Daly ha paragonato il modo in cui è stato trattato Assange a quello riservato ad Alexey Navalny. “Ascoltando l’incessante russofobia in quest’aula, perché ci si sorprende se la Russia non vede alcun motivo per intrattenere rapporti con l’UE? Io sono felice come tutti gli altri di difendere i diritti di chiunque, compreso Navalny, ma siamo onesti: egli è un razzista anti-immigranti, riscuote forse un 4% di sostegni e mobilita qualche centinaio o migliaio di persone in città di milioni di abitanti; è difficile parlare di movimento di massa. E non staremmo qui a parlare di lui se fosse stato arrestato in qualsiasi altro paese che non sia la Russia”. Nel frattempo, Julian Assange è in prigione da quasi dieci anni per aver denunciato i crimini di guerra americani. Non ci è concesso menzionarne il nome.
Domani Pablo Hasél, un rapper catalano, va in prigione per i testi delle sue canzoni. Dov’è la richiesta di sanzioni contro la Spagna? Domani, la sessantaduenne Claire Grady andrà in prigione in West Virginia per aver partecipato ad un’azione non violenta contro i sottomarini Trident”. Dov’è la protesta? Ha chiesto. “Da nessuna parte! Perché non si tratta di diritti umani, ma di un’agenda geopolitica contro la Russia, alimentata da un complesso militare-industriale che ha bisogno di un nemico per giustificare i finanziamenti”. Anche il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha lanciato un ammonimento all’UE a causa delle interferenze nel caso Navalny. L’8 febbraio, la missione polacca aveva organizzato una riunione online a Bruxelles con due consiglieri di Navalny, con rappresentanti dell’UE e di altri paesi, per discutere di come rispondere all’arresto dell’oppositore russo. Lavrov ha minacciato la rottura diplomatica da parte della Russia con l’UE se quest’ultima continuerà ad imporre sanzioni che causano danni economici.

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