BI24_2010/20_MORTE AL CASTELLO DI CERRETO. La furia di un uomo ubriaco, lo sparo del Carabiniere: la Procura sentirà tutti i testimoni

L’ennesima sbronza, l’ennesimo bicchiere di troppo, l’ennesimo atto di intemperanza, di violenza, nei confronti di chi voleva solo aiutarlo, questa volta, sono stati fatali ad Eugen Bejan, 54 anni, rumeno, il custode del castello di Cerreto che venerdì scorso è stato ucciso da un colpo di pistola sparato da uno dei due Carabinieri che erano intervenuti, su richiesta dei sanitari del 118, per calmare i suoi bollenti spiriti.
Come già accaduto in passato, infatti, in preda ai fumi dell’alcol lo straniero aveva accolto l’equipaggio dell’ambulanza chiamato a soccorrerlo, brandendo un coltello ed un bastone. All’arrivo dei militari, la situazione anziché calmarsi si era invece complicata: mentre gli uomini del 118 ed il collega si allontanavano dal facinoroso, l’appuntato al comando della pattuglia era rimasto indietro per provare a farlo ragionare.
Niente da fare: Bejan gli si era scagliato contro, colpendolo con il bastone alla testa ed al corpo e neanche i due colpi di pistola sparati in aria dal Carabiniere, lo avevano fatto desistere. Anzi: il rumeno aveva ingaggiato un vero e proprio corpo a corpo con il rappresentante delle Forze dell’ordine e proprio durante quei drammatici istanti, sarebbe partito lo sparo che gli è stato fatale.
Il Procuratore della Repubblica Teresa Angela Camelio, dopo aver sentito il Carabiniere autore degli spari, che già sabato scorso si è presentato spontaneamente in Procura, in questi giorni dovrebbe ascoltare anche le versioni del suo collega e dell’equipaggio dell’ambulanza: solo allora, si potrà veramente capire cosa sia veramente accaduto, in una notte di paura e delirio, avvenuta proprio nel bel mezzo della campagna cossatese.

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