BI24_2010/20_LA QUESTIONE. A Ponderano, durante il lockdown, concorrenza sleale tra attività sotto agli occhi (chiusi) del Comune

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Concorrenza sleale. Proprio come il titolo di un bel film di qualche anno fa, con Diego Abbatantuono come protagonista. Concorrenza sleale: quando una attività può fare cose, che ad un’altra attività sono proibite. Concorrenza sleale: un “fantasma” che ai tempi del covid, delle quarantene, delle zone rosse, gialle ed arancioni, è diventato purtroppo una presenza reale per alcune attività che si trovano a Ponderano.
Avete presente la zona dove si trova il centro commerciale “Obi”? Ecco. In quell’area che si trova tra Biella e Gaglianico, durante l’ultimo lockdown sono accadute cose non proprio simpatiche. E ancora meno simpatico, è il fatto che siano accadute sotto agli occhi (ben chiusi) dell’Amministrazione comunale guidata da Roberto Locca.
Cosa è accaduto? Semplice: mentre la tabaccheria-ricevitoria che si trova dentro al centro commerciale, mentre il bar pasticceria che si trova proprio di fronte, mentre lo stesso “Obi”, hanno sempre seguito le indicazioni del Governo per le norme anti covid, il bar del centro commerciale ed il “bazar” che si trova poco lontano, hanno fatto allegramente i fatti propri.
Da una parte, rispetto assoluto delle regole: niente assemblamenti, orari rispettati con precisione e prodotti non vendibili eliminati dagli scaffali. Dall’altra, bar aperto e con clienti dentro anche dopo le 18, videopoker accesi in orari proibiti, niente distanziamento sociale e vendita “libera” di ogni cosa, compresi i capi di abbigliamento.
Come è potuto accadere? Bisognerebbe chiederlo, come detto, al Comune, che nei confronti di una parte, non ha mai avuto scrupoli nell’effettuare ogni tipo di controllo, dimenticandosi però, di fare la stessa cosa con l’altra. Nei mesi scorsi, infatti, sia la tabaccheria-ricevitoria che lo stesso “Obi”, hanno ricevuto più ‘visite’ da parte della Polizia locale ed anche dello stesso sindaco Locca, mentre il bar ed il “bazar” sono sempre stati bellamente ignorati.
Perché? Un punto interrogativo che, a questo punto, diventa più che inquietante… Eppure chi ha seguito le regole ha prodotto fotografie e testimonianze dirette, ha cercato di dialogare con il Comune, ha chiesto solo che ci fosse almeno un po’ di equità. Ma la risposta del Comune è sempre stata la stessa: controlli continui da una parte, “toppa libera tutti” dall’altra. Ed il fatto che adesso (per ora…) ci sia un pochino più di libertà per tutti, non può (e non deve) cancellare, né le ingiustizie che alcune attività hanno subìto nei mesi scorsi, né gli smaccati favoritismi di cui hanno goduto le altre.

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