BI24_2010/20_L’OMICIDIO DI VISTRORIO. Niente ergastolo per il biellese Alberto Diatto: 21 anni di carcere per aver ucciso Roberto Moschini

Niente ergastolo, come aveva chiesto il pm Daniele Iavarone, ma 21 anni e quattro mesi di reclusione, con 65.000 euro di risarcimento ai familiari della vittima. Si è chiuso così, nei giorni scorsi, presso il Tribunale di Ivrea, il primo grado di giudizio sull’omicidio di Roberto Moschini, 57 anni, avvenuto il 20 luglio del 2019, per mano dell’infermiere biellese Alberto Diatto, 61.
Per la corte, presieduta dal giudice Vincenzo Bevilacqua, alla fine le attenuanti generiche hanno avuto lo stesso peso delle aggravanti legate alla premeditazione del delitto: quella notte, a Vistrorio, nel Canavese, Diatto – a cui Moschini doveva del denaro – avrebbe infatti usato il punteruolo fatale alla sua vittima, al culmine di una lite in cui egli stesso era rimasto ferito.
Per i giudici eporediesi, in pratica, si sarebbe trattato di una “zuffa” nata per meri motivi economici e terminata, purtroppo, come accade molto spesso, in tragedia. Una vittoria piena per i legali di Diatto, gli avvocati Giampaolo Zancan e Silvia Alvres, anche in parte civile, i giudici hanno anche deciso che l’autore del delitto dovrà risarcire – come detto – la sorella e la nipote di Moschini, con rispettivamente 50.000 e 15.000 euro.

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