BI24_2010/20_PUNTI DI… SVISTA/1. Sandro Delmastro e Claudia Pieri: “L’élite di Davos cerca disperatamente il denaro dei contribuenti”

_Sandro Delmastro delle Vedove
_Claudia Pieri

La riunione digitale del Forum Economico Mondiale del 26-29 gennaio ha mostrato che l’élite malthusiana globale intorno al principe Carlo d’Inghilterra e Klaus Schwab è squilibrata e disperata, pur essendo riuscita a conquistare la Casa Bianca. Il motivo è la consapevolezza che il sistema finanziario è sull’orlo del collasso e si teme che la “transizione verde” arriverà troppo tardi per salvare la bolla finanziaria. Questo stato d’animo è stato espresso da alcuni dei più importanti rappresentanti di questa fazione, come i dirigenti di BlackRock, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e la commissaria europea Mairead McGuinness che sta sviluppando il progetto della “tassonomia” verde.
L’ordine di marcia dei lavori è stato quello di evitare di usare il termine controverso “Grande Reset”, ma presentare la stessa politica sotto il termine “capitalismo degli stakeholder”, che è anche il titolo dell’ultimo libro dell’autore del Grande Reset e fondatore del Forum Economico Mondiale Klaus Schwab, presentato alla quattro giorni di Davos. Il tono è stato dato da Ursula von der Leyen, piena di sé e affettata come al solito, che ha affermato che la pandemia di COVID è dovuta alla distruzione dei biotopi da parte dell’uomo. “Se non agiamo urgentemente per proteggere la natura, la prossima pandemia sarà dietro l’angolo”, ha dichiarato la donna per la quale fornire il vaccino alla popolazione europea non è certo urgente. Costei propone di combattere le pandemie aumentando la “biodiversità”, trasformando il 30% del territorio europeo in “aree protette” e lanciando “un accordo in stile Parigi per la biodiversità” nell’ambito del Grande Reset.
Una certa euforia per l’arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca era palpabile. Come ha detto il vicepresidente di BlackRock, Philipp Hildebrand, “gli Stati Uniti hanno aderito. Questo è un grande passo che cambia fondamentalmente l’intero panorama”. Tuttavia, ha aggiunto, “abbiamo bisogno di 5-7.000 miliardi di dollari all’anno” per finanziare la transizione. Quindi “abbiamo disperatamente bisogno della mobilitazione del capitale privato… e abbiamo bisogno di uno standard globale, che permetta al capitale di rispondere agli incentivi statali e iniziare a mobilitare queste enormi somme di denaro di cui avremo bisogno per finanziare la transizione verso lo zero netto”.
In altre parole, il capitale privato, al quale deve essere garantito “un rendimento accettabile”, chiede che intervenga il settore pubblico (i contribuenti) e paghi questo rendimento, poiché gli investimenti per la “transizione sono improduttivi e creeranno una bolla finanziaria, ma nessun profitto reale. Lo “standard globale” che definisce ciò che ha diritto agli incentivi e ciò che invece verrà tassato, sarà definito dalla “tassonomia” che l’UE sta elaborando e che è stata ritardata a causa dell’opposizione sollevata da diversi paesi membri e imprese private. Il commissario UE McGuinness ha spiegato che stanno ancora “discutendo con le parti interessate”, ma “non c’è modo di tornare indietro”.
Il fondatore e AD di BlackRock, Larry Fink, che ha parlato l’ultimo giorno sul tema “attuazione del capitalismo degli stakeholder”, è stato molto chiaro: solo le aziende che si adatteranno e rendiconteranno l’impronta verde, otterranno i soldi degli investitori. Si è vantato del fatto che il 2020 ha visto un grande cambiamento nel capitalismo, con un numero crescente di aziende che si spostano verso investimenti “socialmente responsabili. “Il rischio esistenziale della pandemia ha impostato la cornice per la salute esistenziale del pianeta”, ha detto Fink, come se gli investitori affamati di profitto (come i suoi clienti) fossero improvvisamente diventati dei grandi filantropi. In realtà, la massiccia spesa pubblica ha permesso ad alcune aziende di rifarsi una verginità come socialmente responsabili.

I commenti sono chiusi.