BI24_2010/20_IL DELITTO DI VISTRORIO. Per la morte di Roberto Moschini, il biellese Alberto Diatto rischia l’ergastolo

L’imputato è affetto “da un disturbo grave della personalità con tratti borderline, narcisistico e anti sociale”, ma la sera in cui uccise, era sicuramente in grado di intendere e di volere. Con queste parole, accolte dalla Corte d’Assile del Tribunale di Ivrea, il perito Elvezio Pirfo ha dato, in questi giorni, il via alla fase finale del primo grado, per l’omicidio del pensionato Roberto Moschini, 57 anni, avvenuta a Vistrorio, nel Canavese, nella notte tra il 19 ed il 20 luglio di due anni fa.
Alla sbarra, come imputato, c’è l’infermiere biellese Alberto Diatto, 61 anni, accusato di aver ucciso l’amico con sette colpi di punteruolo, inferti proprio fuori dall’abitazione della sua vittima. La prossima settimana ed esattamente il due febbraio, ci sarà quindi l’udienza finale: Diatto rischia l’ergastolo e non potrà, comunque vada, beneficiare del rito abbreviato, che gli permetterebbe di avere uno sconto sulla pena.

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