BI24_2010/20_PUNTI DI… SVISTA/1. Sandro Delmastro e Claudia Pieri: “Covid 19: l’Unione Europea ormai va alla cieca”

_Sandro Delmastro delle Vedove
_Claudia Pieri

Il numero dei contagi e dei decessi causati dal covid 19 ha continuato a crescere rapidamente in tutta Europa durante il periodo delle vacanze di Natale e Capodanno. Benché siano state imposte nuove misure di contenimento e, in alcuni casi anche di chiusura, finora non ci sono stati effetti significativi sulla diffusione del virus. Infatti, le restrizioni sono spesso incoerenti e comportano così tante eccezioni che è praticamente impossibile governarle. La pandemia si sta ancora diffondendo a un ritmo particolarmente allarmante nel Regno Unito, ma un numero elevato di casi viene segnalato anche in Irlanda, Repubblica Ceca e Spagna, apparentemente a causa della diffusione della nuova variante, molto più contagiosa.
L’obiettivo di imporre il lockdown per ridurre il numero di contagi fino al punto in cui diventi di nuovo possibile tracciare i casi non è stato raggiunto da nessuna parte. Il numero dei decessi in molti Paesi europei è aumentato drasticamente, incrementando anche la mortalità in eccesso. In Germania, secondo l’Ufficio federale di statistica, il numero dei decessi nella settimana prima di Natale è stato del 24% superiore alla media. In Sassonia le cifre sono raddoppiate! Per la Svizzera e la Slovenia, si è registrato un “eccesso di mortalità straordinario” durante la 51a settimana del 2020, ed anche i dati per l’Italia, i Paesi Bassi, l’Austria e il Portogallo sono elevati. Il principale problema nel contenere la pandemia è la assurda carenza di ‘test’.
Ad eccezione di alcuni test di massa effettuati in Slovacchia, Austria e Alto Adige, ma che non sono stati rigorosamente proseguiti, nessun Paese europeo ha ancora sistematicamente sottoposto la propria popolazione a tamponi di massa. Così le persone infette, ma asintomatiche, possono diffondere il virus senza saperlo. E finché i test sono limitati ai sintomatici, siamo condannati a inseguire ciecamente la pandemia. Per proteggere i gruppi ad alto rischio, ad esempio nelle RSA, dovrebbero essere regolarmente disponibili test rapidi gratuiti sia per i residenti che per i visitatori, soprattutto perché la metà dei decessi sono avvenuti nelle case di riposo. Ma i test non vengono effettuati. Sono iniziate le campagne di vaccinazione, ma a rilento, e non miglioreranno la situazione a breve termine.
Finché i tassi di vaccinazione saranno nell’ordine dell’1-2% della popolazione, non si può parlare di raggiungere “l’immunità di gregge”. Lo sviluppo di vaccini efficaci come quelli di BioNTec/Pfizer e Moderna è andato sorprendentemente veloce, ma la produzione di massa di vaccini presenta grossi problemi, sia tecnici che logistici, che non saranno risolti per molti mesi. Fino ad allora, l’Europa farebbe bene a prendere esempio dalla Cina, dove alle prime indicazioni di un nuovo focolaio, vengono immediatamente attuati test di massa, chiusure e misure di quarantena severe. La Cina è l’unico Paese che registra una crescita economica nel 2020.

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