BI24_2010/20_NO AL GIOCO D’AZZARDO. Mongrando e gli altri nove comuni biellesi, che lottano ogni giorno contro la ludopatia

Dieci comuni aderenti ad Avviso Pubblico, cioè una rete di enti locali che concretamente si impegnano per promuovere la cultura della legalità, hanno partecipato, ad un bando promosso dal Dipartimento “Patologie delle dipendenze” ASL TO3 e riferito al Piano regionale piemontese Gioco d’azzardo patologico: iniziative di contrasto al fenomeno e il loro progetto è stato accolto e finanziato con uno stanziamento di € 11.020. I dieci comuni Benna, Bioglio, Borriana, Candelo, Muzzano, Mongrando, Ponderano, Sandigliano, Verrone e Vigliano B.se si sono uniti e, grazie alla loro posizione geografica di continuità territoriale, sembrano volere formare una “barriera naturale” che abbraccia tutto il Biellese e lo protegge idealmente da questa piaga sociale.
Mongrando è comune capofila di questa iniziativa, realizzata con la collaborazione di alcuni partner quali il SERD di Biella, degli Istituti scolastici afferenti ai sopracitati comuni biellesi e di alcune associazioni operanti sul territorio che si occupano di aggregazione giovanile, come l’Associazione Famiglie della Serra, l’Associazione Vermogno Vive e il Circolo La Vetta. I soggetti coinvolti in questo progetto saranno principalmente gli studenti delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado degli stessi comuni, che diventeranno, a loro volta, gli “insegnanti” per i compagni delle altre classi, ricorrendo così alla peer education, l’educazione tra pari, affinchè anche i più giovani vengano educati ad individuare i rischi del gioco d’azzardo e soprattutto per dar loro gli strumenti adatti a riconoscere le caratteristiche del “giocatore malato”.
I dieci comuni hanno ritenuto strategico aderire a questa iniziativa proprio per evitare che le dipendenze da giochi d’azzardo sul territorio continuino a dilagare e per far sì che i giovani prendano coscienza del problema e portino avanti questa battaglia contro la ludopatia. Il gioco d’azzardo infatti è una patologia subdola, ingannevole, che rende quasi impossibile alle persone colpite una presa di coscienza e una comprensione totale della propria situazione. Inoltre la dipendenza può iniziare a livello subliminare, attraverso pubblicità in TV o sui social che indirettamente spingono a giocare. Questi individui cercano nel gioco una via d’uscita dai problemi della vita, andando però, inconsapevolmente, a crearsene degli altri, ancora più gravi, spesso di carattere economico, familiare e sociale.
Questa dei dieci comuni è una forte presa di posizione, affinché tutti possano davvero comprendere la pericolosità del gioco, che, oltre ad aver rovinato (e a rovinare tutt’ora) innumerevoli famiglie, comporta alti costi individuali per la riabilitazione e per la ri-aggregazione sociale per l’ex giocatore e che presenta un vero e proprio problema per la sanità pubblica. Il progetto sarà realizzato il prossimo anno scolastico e comincerà con un intervento nelle scuole di un gruppo teatrale che guiderà i ragazzi a diventare protagonisti del percorso per loro ideato. Seguirà l’intervento del personale del Serd dell’Asl di Biella che ha condiviso la stesura del progetto. L’auspicio dei comuni è quello che, attraverso la realizzazione del progetto, molti comprendano i rischi di questa insidiosa piaga sociale e scelgano di unirsi in questa battaglia, che, per essere vinta, dev’essere combattuta insieme.

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