BI24_2010/20_PUNTI DI… SVISTA. Sandro Delmastro e Claudia Pieri: “In arrivo guerre, rivoluzioni colorate e repressione dei dissidenti”

_Sandro Delmastro delle Vedove
_Claudia Pieri

È in arrivo una sorpresa per tutti coloro che hanno creduto alle intenzioni di “curare le ferite della nazione” e ripristinare i “valori democratici” espresse da Joe Biden. Come ci ricorda la giornalista Caitlin Johnstone in un articolo apparso su Consortium News, Biden fu il principale architetto del famigerato Patriot Act, approvato nel 2002 sulla scia emotiva degli attacchi dell’undici settembre e che gettò le basi per uno stato di sorveglianza di massa e abomini giuridici come Guantanamo e le guerre infinite contro il terrorismo.
Già nel 1995 l’allora senatore Biden presentò una legge anti-terrorismo che, secondo Johnstone, avrebbe allargato la legge per le intercettazioni e creato “un nuovo reato federale di ‘terrorismo’ da poter invocare sulla base di tendenze politiche, permettendo alle forze armate di essere usate con compiti di polizia e consentendo la detenzione permanente di cittadini non statunitensi senza sentenza del giudice.”Benché quella proposta di legge non sia mai arrivata in aula, il ministro della Giustizia di Bush, John Ashcroft, la usò per stilare il Patriot Act.
Infatti, Biden si vanta del fatto che Ashcroft lo chiamò per dirgli: “Joe, presento la legge fondamentalmente così come la scrivesti nel 1994”. Inoltre, l’allora senatore Biden fu anche autore della “Crime Bill” del 1994, che portò ad un drammatico aumento nel numero di afroamericani nelle carceri. Intanto, l’amministrazione Biden si configura sempre più come una riedizione dei governi Bush-Obama:
– Victoria Nuland dovrebbe diventare sottosegretario agli Esteri, responsabile per gli affari politici. La Nuland è una neocon di ferro e fu dapprima consigliera di Dick Cheney, per poi diventare vicesegretario di Stato, responsabile per gli affari europei, con Obama. Ella fu tra gli artefici del golpe neonazista in Ucraina nel 2014, salita agli onori della cronaca per aver distribuito dolcetti ai dimostranti di piazza Maidan a Kiev e aver istruito l’ambasciatore Geoffrey Pyatt a “inc….. l’Unione Europea” ed imporre il suo uomo, “Yats” (Arseniy Yatsenyuk), a capo del governo ucraino.
– Al Consiglio per la Sicurezza Nazionale, il direttore Jake Sullivan dovrebbe essere affiancato da Brett McGurk come direttore per il Medio Oriente e l’Africa. McGurk si dimise nel 2018 in protesta per la decisione di Trump di ritirare le truppe dalla Siria.
– Un’altra new entry nel NSC è Kurt Campbell, che dovrebbe dirigere l’ufficio per l’Asia. Campbell è noto come autore del piano di Obama “Pivot to Asia”, che mirava ad isolare economicamente e militarmente la Cina.
– Last but not least, Samantha Power dovrebbe andare a dirigere l’Agenzia per lo Sviluppo del Dipartimento di Stato. Come ambasciatrice di Obama all’ONU si distinse come fanatica promotrice della dottrina “Responsability to Protect” che è servita a giustificare interventi militari in tutto il mondo in difesa di popoli presumibilmente minacciati da dittatori. Con quel pretesto “umanitario”, l’amministrazione Obama procedette al bombardamento di diversi paesi, tra cui la Libia.

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