BI24_2010/20_DA CONFARTIGIANATO. Legge di bilancio: ripianamento perdite, le nuove tempistiche possono aiutare migliaia di aziende

La recente Legge di Bilancio, tra i tanti provvedimenti, prevede nuove tempistiche in tema di ripianamento delle perdite realizzate nell’esercizio 2020 da parte delle società di capitali. In Piemonte sono 6.328 le srl artigiane che potrebbero trovare giovamento dal provvedimento.
La legge di bilancio 2021 n.178 del 30/12/2020 all’articolo 1 comma 266 prevede infatti un intervento rivolto alle società di capitali finalizzato a definire nuove tempistiche in tema di possibile ripianamento della perdita realizzata nell’esercizio 2020. Attraverso la nuova norma, in buona sostanza, la copertura delle perdite – sia di quelle superiori a un terzo del capitale sia di quelle, ben più gravi, che lo riducono al di sotto del minimo legale – potrà essere rinviata al 2026, ossia in sede di approvazione del bilancio 2025. Solo in tale data, se la perdita riportata dal 2020 non sarà stata nel frattempo assorbita e ricondotta sotto i livelli di guardia previsti dal codice civile, i soci saranno chiamati a scegliere tra un rifinanziamento per aumentare il capitale, una trasformazione in società di persone o lo scioglimento della società.
“Tale principio dovrebbe fungere da ispirazione per intervenire anche all’interno di un ambito altrettanto critico per le imprese – commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – quale quello connesso alla valutazione di merito ai fini del rilascio di nuovi finanziamenti e al mantenimento di quelli attualmente in essere. Auspichiamo, infatti, che gli istituti di credito, nel valutare la tenuta dell’azienda guardino sì al suo patrimonio netto ma con visione altrettanto prospettica. Il rientro anticipato delle linee di credito aprirebbe scenari veramente drammatici”.
Il credito ha assunto e assume un ruolo cruciale, nelle fasi più acute della crisi, per assicurare la liquidità alle imprese. Altrettanto essenziale sarà il supporto del credito nella fase successiva, per sostenere le imprese nel percorso di ripristino delle condizioni di economicità dei loro business.
“E’ indispensabile – conclude Felici – che, in analogia con i provvedimenti adottati da parte del Governo, si intervenga sul processo di valutazione delle imprese in termini di merito creditizio tenendo conto dell’”effetto Covid-19” sui bilanci relativi al 2020. Si tratta quindi di operare una valutazione ponderata rispetto ad eventuali sofferenze o deterioramenti del patrimonio aziendale, che tenga conto non solo del dato contabile, ma anche del reale stato di salute dell’impresa, della sua capacità di ripresa produttiva, di eventuali piani di risanamento e di quelle che sono le reali prospettive di mercato ed evitare che, al venire meno tra sei mesi delle misure di protezione attivate dal Governo attraverso il Fondo centrale di Garanzia, corrisponda una stretta creditizia con un blocco dei nuovi affidamenti. Non possiamo permetterci di interrompere i canali di sostegno a quelle imprese sane che possono risollevarsi nel momento in cui ci sarà la possibilità di tornare a produrre e competere in una situazione di ritrovata stabilità. Per questo, chiediamo a tutti gli attori a partire dagli stessi istituti di credito di fare proprio questo principio, e fornire il massimo supporto all’economia reale nel momento in cui questo è la condizione per la tenuta del tessuto produttivo”.

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